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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28249/2020 del 11/12/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Comune impugnava la sentenza della CTR che aveva accolto l'appello della Camera di Commercio avverso il rigetto in primo grado di un ricorso relativo a un avviso di accertamento ICI 2012 su immobile di interesse storico-artistico. Il Comune contestava: (i) la validità della procura alle liti rilasciata dal Presidente della Camera anziché dal Segretario Generale in base allo Statuto; (ii) l'applicabilità dell'agevolazione ICI (art. 2, comma 5, D.L. n.16/1993) anche prima del formale provvedimento di vincolo ex art. 13 D.Lgs. n.42/2004; (iii) che la CTR avesse disposto un rimborso non richiesto (ultrapetizione) e avesse travalicato la natura impugnatoria del processo tributario pronunciando su istanza di rimborso anziché solo annullando l'avviso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune. Sulla rappresentanza processuale ha ritenuto corretta la procura rilasciata dal Presidente, in quanto la normativa vigente e lo Statuto attribuiscono la rappresentanza all'organo di governo (Presidente) e le attribuzioni del Segretario sono di gestione interna. Sul merito tributario ha confermato che per i beni di proprietà pubblica (qui, la Camera di Commercio, ente pubblico non economico) opera la presunzione di interesse storico-artistico ex art.12, comma 1, D.Lgs. n.42/2004, sicché le agevolazioni ICI spettano per il solo fatto della proprietà pubblica anche senza formale iscrizione negli elenchi ministeriali; diversamente per i beni privati l'agevolazione opera dalla notifica del provvedimento costitutivo di vincolo.Quanto al rimborso, la Corte ha ritenuto che l'impugnazione dell'avviso di accertamento potesse valere anche come impugnazione del diniego implicito di rimborso, essendo quest'ultimo connesso all'avviso stesso; perciò non sussistono ultrapetizione o travisamento del rito. Il Comune è stato condannato alle spese.

Norme richiamate

  • D.L. n. 16/1993, conv. L. n. 75/1993, art. 2, comma 5

    Prevede l'agevolazione ICI per immobili di interesse storico o artistico; la Corte interpreta la sua applicazione differentemente a seconda che il bene sia privato (presuppone provvedimento costitutivo notificato) o pubblico (l'agevolazione opera per la sola appartenenza alla categoria pubblica, in virtù della presunzione di interesse ex art.12 D.Lgs.42/2004).

  • D.Lgs. n. 42/2004, art. 12, comma 1

    Stabilisce la presunzione di interesse storico-artistico per i beni pubblici; la Corte ne trae la conseguenza che per il patrimonio culturale pubblico il vincolo ha natura reale e ricognitiva, non costitutiva, con effetti immediati ai fini delle agevolazioni tributarie.

  • D.Lgs. n. 42/2004, art. 13

    Norma sul procedimento di vincolo e sulla dichiarazione prevista per i beni soggetti a tutela; la Corte distingue l'effetto del provvedimento: per i privati è costitutivo e rileva per le agevolazioni dalla notifica, per i pubblici è ricognitivo.

  • Legge n. 580/1993, art. 16

    Attribuisce la rappresentanza delle Camere di Commercio al Presidente; la Corte l'ha richiamata per confermare la validità della procura rilasciata dal Presidente e per escludere che la previsione di poteri del Segretario generale costituisca deroga alla regola generale di rappresentanza.

  • Statuto della Camera di Commercio di Varese (art. 16, art. 17, art. 23 o 22 richiamati)

    "rappresenta(re) la Camera in giudizio e conferi(re)... la procura ai difensori"

    Lo Statuto attribuisce poteri al Segretario generale relativi alla gestione delle liti, ma non modifica la competenza di rappresentanza processuale primaria attribuita al Presidente; quindi la procura rilasciata dal Presidente è valida.

  • Codice di procedura civile, art. 75

    Richiamato in relazione alla coincidenza tra rappresentanza sostanziale e processuale dell'ente; la Corte osserva che lo Statuto non derogava a tale principio.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Rilevato dal ricorrente per denunciare ultrapetizione; la Corte ha ritenuto che il giudice del merito potesse qualificare la domanda e decidere sul rimborso implicito derivante dall'impugnazione dell'avviso, escludendo ultrapetizione.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater

    Norma richiamata solo per attestare l'eventuale ulteriore contributo unificato dovuto dal ricorrente; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per tale versamento.

Massime di principio

  • Se il bene di interesse storico-artistico è di proprietà pubblica, vale la presunzione di interesse ai sensi dell'art. 12 D.Lgs. 42/2004 e le agevolazioni tributarie spettano senza necessità di un provvedimento amministrativo costitutivo: il provvedimento ministeriale è meramente ricognitivo.
  • Per beni di proprietà privata l'agevolazione prevista dall'art. 2, comma 5, D.L. 16/1993 opera dalla notifica del provvedimento che costituisce il vincolo (natura costitutiva), non retroattivamente senza tale notifica.
  • La rappresentanza processuale degli enti pubblici segue la competenza sostanziale stabilita dalla legge e dallo statuto: se lo statuto attribuisce la rappresentanza al Presidente, la procura rilasciata da quest'ultimo è valida anche se il Segretario ha poteri di gestione delle liti.
  • Il giudice del merito può, nell'ambito del processo di impugnazione, ricostruire e qualificare le domande e le istanze connesse (es. impugnazione dell'avviso che equivale anche a impugnazione del diniego implicito di rimborso), evitando la regola dell'ultrapetizione quando la decisione è strumentale alla controversia principale.
  • In contenziosi tributari collegati a istanze di rimborso, è prudente per l'amministrazione amministrativa motivare espressamente il diniego per evitare che un avviso di accertamento sia interpretato dal giudice come atto che implicitamente respinge la richiesta di rimborso.
  • Chi contesta la validità della rappresentanza processuale deve verificare lo statuto e la normativa specifica dell'ente: la mera indicazione di un diverso potere gestionale del Segretario non è sufficiente a invalidare una procura rilasciata dal legale rappresentante previsto dalla legge.

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