Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 177/2023 del 05/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Triolo impugnava l'ordinanza del 14/07/2022 del Tribunale di Messina che aveva rigettato il suo appello avverso il provvedimento del 9/05/2022 (rigetto della revoca della misura interdittiva collegata alla sua condizione di quiescenza). Il ricorso denunciava violazione di legge e vizio di motivazione (artt. 289 e 274, lett. c) cod. proc. pen.), sostenendo che il Tribunale non aveva valutato l'impossibilità di reiterazione dei reati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro del ricorrente con la Città Metropolitana e non aveva distinto i profili soggettivi dei singoli indagati; inoltre si deduceva un errato formarsi del giudicato cautelare.

La decisione

Il giudice ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Motivo: in una separata sentenza (RGN 29705/2022) è stata infatti accolta la domanda principale del ricorrente nei confronti del provvedimento emesso il 9/06/2022 dal Tribunale di Messina, che è stato annullato con rinvio; ciò ha assorbito le questioni dedotte nel presente ricorso rendendole prive di interesse. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e non sono state poste a carico del ricorrente le spese processuali, considerata l'accoglienza nel separato giudizio per ragioni non imputabili al Triolo.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Indicata come base procedurale per l'atto con cui il Tribunale di Messina era stato adito in relazione al provvedimento cautelare impugnato

  • art. 173, comma 1, disp. att. coord. cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai limiti formali e di enunciazione del ricorso (che è stato sottoscritto dal difensore e enunciato nei limiti necessari alla motivazione)

  • art. 289 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla presunta formazione erronea del giudicato cautelare; la censura era che il provvedimento avrebbe violato le regole sul giudicato e sulla valutazione delle esigenze cautelari

  • art. 274, lett. c) cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per vizio di motivazione del provvedimento impugnato, in particolare sulla mancata valutazione della cessazione del rapporto di lavoro come elemento rilevante per escludere il pericolo di reiterazione

Massime di principio

  • Se nel corso del procedimento principale viene accolto un rimedio che annulla il provvedimento impugnato, i ricorsi incidentali o ulteriori possono essere dichiarati inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse: verificare sempre l'andamento degli altri gradi/giudizi collegati prima di proseguire.
  • La cessazione del rapporto di lavoro può essere un elemento rilevante nella valutazione delle esigenze cautelari (in particolare del pericolo di recidiva), ma non determina automaticamente l'esclusione della misura: il giudice deve valutare il quadro complessivo e fornire motivazione specifica sulla inesistenza del pericolo di reiterazione.
  • Nelle impugnazioni contro misure interdittive o cautelari è importante distinguere i profili soggettivi dei singoli indagati e allegare elementi concreti che dimostrino l'assenza delle esigenze cautelari (es. impossibilità di reiterazione); una mera affermazione formale senza elementi probatori può essere insufficiente.
  • La dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse non costituisce decisione sul merito delle censure; se si ottiene accoglimento del provvedimento principale in altro giudizio, si ottiene comunque tutela anche se il ricorso incidentale viene dichiarato inammissibile.
  • Quando si propone ricorso avverso provvedimenti cautelari, è utile coordinare le strategie difensive tra i diversi procedimenti (cautelare, principale e di riesame) per evitare duplicazioni e per sfruttare tempestivamente eventuali decisioni favorevoli intervenute in altri giudizi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.