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Sentenza

Sentenza n. 4342/2026 - Napoli, Sezione 8

PER L'ESECUZIONE: della Sentenza Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro n. 5800/2023 pubbl. il 10/10/2023 RG n. 4915/2023, notificata al Ministero resistente il 01/11/2023 e passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202600887

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro che aveva riconosciuto il diritto al beneficio economico della carta elettronica del docente per cinque anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. per ottenere l'attuazione di una sentenza del giudice ordinario, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il diritto a usufruire del beneficio di 500 euro annui tramite la carta elettronica del docente per cinque anni scolastici, per complessivi 2.500 euro. Ha dedotto che il Ministero non aveva impugnato la sentenza, ritualmente notificata il 1° novembre 2023, e che era inutilmente decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ha quindi chiesto l'ordine di integrale esecuzione del giudicato, il pagamento del dovuto con gli accessori di legge e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Dal testo emerge una costituzione dell'amministrazione per resistere, sebbene l'epigrafe la indichi come non costituita.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto ammissibile l'azione di ottemperanza, proposta per conseguire l'adempimento dell'obbligo di una pubblica amministrazione di conformarsi a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario. Ha verificato il rispetto del termine previsto per l'azione di ottemperanza e dei termini processuali applicabili al rito camerale, nonché la rituale notificazione del titolo esecutivo al Ministero e il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni. Non essendo stata fornita prova dell'adempimento, ha dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esatta e integrale esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della pronuncia. Ha precisato che, qualora sia ormai decorso il termine fissato nella sentenza ottemperanda per la fruizione del beneficio, l'amministrazione deve erogare il controvalore pecuniario, con interessi legali fino al soddisfo, poiché l'obbligazione è fungibile e l'inerzia amministrativa non può tradursi in un vantaggio per l'amministrazione inadempiente. Il TAR ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta un dirigente della Direzione generale competente del Ministero, senza compenso e con facoltà di delega, attribuendogli il compito di provvedere, se necessario, allo stanziamento, all'impegno, alla liquidazione, all'ordinazione e al pagamento della somma. Ha inoltre chiarito che l'esaurimento dei fondi o la mancanza di cassa non costituiscono legittimo impedimento all'esecuzione del giudicato. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    Consente di agire in ottemperanza davanti al giudice amministrativo per ottenere l'adempimento, da parte della pubblica amministrazione, di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Il termine previsto per la proposizione dell'azione di ottemperanza risulta rispettato.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Sono stati ritenuti rispettati i termini processuali applicabili al giudizio camerale di ottemperanza.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico annuale della carta elettronica del docente, riconosciuto nel caso concreto dalla sentenza del giudice ordinario.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando la decisione impone alla pubblica amministrazione un obbligo di conformazione relativo al caso deciso.
  • In presenza di un giudicato non adempiuto, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare all'amministrazione l'esatta e integrale esecuzione entro un termine determinato e può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • Quando il termine per fruire di un beneficio economico è divenuto inutilizzabile per effetto dell'inerzia dell'amministrazione, l'obbligo di esecuzione può essere adempiuto mediante corresponsione del controvalore pecuniario, maggiorato degli interessi legali fino al soddisfo, se l'obbligazione ha natura fungibile.
  • L'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o l'indisponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, una legittima causa di impedimento all'esecuzione del giudicato; l'amministrazione e il commissario ad acta devono adottare le iniziative necessarie per rendere possibile il pagamento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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