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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM A528 n. 31776 del 16/12/2025

FBA AMAZON

AGCMA528

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il provvedimento non riapre l'istruttoria sul merito dell'infrazione, già accertata nel 2021 ai sensi dell'art. 102 TFUE nei confronti di cinque società del gruppo Amazon, ma ridetermina esclusivamente la sanzione pecuniaria in esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 15919/2025. L'Autorità recepisce il vincolo conformativo del giudice amministrativo e ricalcola la sanzione senza l'aumento del 50% previsto dalle Linee guida sanzioni, fissandola in euro 752.397.437,55 in solido tra le società interessate.

Amazon Europe Core e altre società Amazon: abuso di posizione dominante su FBA/visibilità venditori terzi su Amazon.it; sanzione rideterminata in ottemperanza a sentenza TAR Lazio.

Amazon FBA e visibilità dei venditori terzi: rideterminazione della sanzione

Il provvedimento interviene in esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 15919/2025 e riguarda cinque società del gruppo Amazon. L'Autorità non rivaluta l'accertamento dell'infrazione, già definito con il provvedimento n. 29925/2021, ma ridetermina la sola sanzione pecuniaria relativa a un abuso di posizione dominante ai sensi dell'art. 102 TFUE.

Parti e origine del procedimento

Le società destinatarie sono Amazon Europe Core S.à r.l., Amazon Services Europe S.à r.l., Amazon EU S.à r.l., Amazon Italia Services S.r.l. e Amazon Italia Logistica S.r.l. Il provvedimento richiama il precedente accertamento del 20 novembre 2021, con cui l'Autorità aveva ravvisato una condotta abusiva nel mercato del commercio elettronico su Amazon.it, in relazione ai servizi logistici offerti dal gruppo.

Condotta originariamente accertata

La pratica contestata consisteva nel condizionare per i venditori terzi sulla piattaforma <www.amazon.it> l'ottenimento di vantaggi in termini di visibilità delle offerte e di crescita delle vendite all'acquisto del servizio di logistica "Logistica di Amazon" o "Fulfillment by Amazon". L'Autorità aveva qualificato tale condotta come abuso di posizione dominante in violazione dell'art. 102 TFUE.

Esito del provvedimento del 2021 e sanzione originaria

Nel provvedimento originario l'Autorità aveva irrogato alle società, in solido, una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari a euro 1.128.596.156,33. Tale importo costituiva la conseguenza dell'accertata violazione e includeva un aumento del 50% applicato secondo le Linee guida sanzioni richiamate dall'Autorità.

Giudizio dinanzi al TAR Lazio

Il TAR Lazio, con sentenza del 2 settembre 2025, n. 15919, ha accolto parzialmente il ricorso proposto dalle società Amazon, annullando il provvedimento soltanto nella parte relativa alla quantificazione della sanzione. Secondo il giudice, l'Autorità aveva richiamato il fatturato globale delle ricorrenti quale presupposto dell'aumento, ma non aveva adeguatamente motivato le ragioni per cui tale aumento fosse stato applicato nella misura massima né la proporzione della scelta rispetto alle circostanze del caso concreto.

Vincolo conformativo e criteri di rideterminazione

Il TAR, nell'esercizio della giurisdizione di merito, ha disposto la rideterminazione della sanzione nella misura base individuata dall'Autorità, senza applicare l'aumento del 50% di cui al punto 25 delle Linee guida sanzioni. L'Autorità afferma che tale criterio è puntuale, oggettivo e automatico, e non lascia margini discrezionali nell'attuazione del vincolo derivante dalla sentenza.

Nuovo importo sanzionatorio

In ottemperanza alla sentenza, l'Autorità ridetermina la sanzione amministrativa pecuniaria, in solido, in euro 752.397.437,55. Il provvedimento precisa espressamente che la rideterminazione non implica acquiescenza alla sentenza e che resta impregiudicata ogni determinazione dell'Autorità all'esito di un eventuale appello.

Dispositivo e rimedi

Il dispositivo dispone la nuova sanzione di euro 752.397.437,55 a carico delle cinque società Amazon, in solido, per il comportamento già ascritto nel provvedimento n. 29925/2021. Sono richiamati i rimedi impugnatori ordinari: ricorso al TAR Lazio entro sessanta giorni dalla notificazione, ovvero ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni.

Punti principali

Infrazione originaria già accertata

Nel provvedimento del 20 novembre 2021, n. 29925, l'Autorità aveva accertato un abuso di posizione dominante da parte di Amazon Europe Core S.à r.l., Amazon Services Europe S.à r.l., Amazon EU S.à r.l., Amazon Italia Services S.r.l. e Amazon Italia Logistica S.r.l., consistente nel condizionare i vantaggi di visibilità e crescita delle vendite per i venditori terzi su Amazon.it all'acquisto del servizio logistico Logistica di Amazon (Fulfillment by Amazon).

Esito sanzionatorio originario e giudizio di legittimità

Per tale condotta era stata irrogata una sanzione complessiva, in solido, pari a euro 1.128.596.156,33. Il TAR Lazio, con sentenza 2 settembre 2025, n. 15919, ha annullato il provvedimento limitatamente alla determinazione della sanzione, ritenendo insufficiente la motivazione sull'applicazione dell'aumento del 50% legato al fatturato globale e disponendo la rideterminazione della sanzione nella misura base, senza tale aumento.

Rideterminazione della sanzione

In ottemperanza alla sentenza, l'Autorità ridetermina la sanzione da applicare, in solido, alle cinque società Amazon in euro 752.397.437,55. Il provvedimento evidenzia che il criterio indicato dal TAR è puntuale, oggettivo e di applicazione automatica, senza margini discrezionali, e precisa che la rideterminazione non costituisce acquiescenza alla sentenza, restando riservata l'eventuale impugnazione in appello.

Come è indicizzato

Materieabuso di posizione dominanteart. 102 tfuesanzioni antitrustmercato del commercio elettronicologistica e fulfillmentimpegni

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