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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM A576 n. 31775 del 22/12/2025

META AI

AGCMA576

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM, nel procedimento A576 "Meta AI", ha esaminato due condotte di Meta nel rapporto tra WhatsApp e Meta AI: la pre-installazione e integrazione sempre più pervasiva di Meta AI su WhatsApp, e la modifica dei WhatsApp Business Solution Terms del 15 ottobre 2025 che vieta ai fornitori di AI chatbot generaliste di usare WhatsApp per offrire tali servizi agli utenti finali. L’Autorità ha ritenuto, a una delibazione sommaria, che la condotta possa integrare un abuso di posizione dominante ex art. 102 TFUE nel mercato dei servizi di comunicazione per i consumatori via app e nel nascente mercato dei servizi di AI chatbot/assistenti AI nello SEE, con effetti sul territorio italiano per la seconda condotta. Ha quindi adottato una misura cautelare ex art. 14-bis L. 287/1990, ordinando a Meta di sospendere immediatamente l’applicazione delle nuove condizioni contrattuali nella parte in cui producono effetti in Italia e di riferire entro 15 giorni sull’ottemperanza.

Meta Platforms Inc. e società del gruppo Meta: presunto abuso di posizione dominante tramite preinstallazione di Meta AI e nuove clausole WhatsApp che escludono le AI chatbot concorrenti; disposta misura cautelare di sospensione delle nuove condizioni contrattuali in Italia

Meta AI e WhatsApp: presunto abuso di posizione dominante e misura cautelare

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha esaminato la strategia di Meta relativa all’integrazione di Meta AI in WhatsApp e, soprattutto, la modifica dei WhatsApp Business Solution Terms del 15 ottobre 2025 che esclude le AI chatbot generaliste concorrenti dall’accesso alla piattaforma. Il provvedimento è adottato nella fase cautelare del procedimento e mira a preservare la contendibilità del mercato italiano nelle more dell’istruttoria di merito.

Parti e origine del procedimento

Le società interessate sono Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l., complessivamente indicate come Meta. Il procedimento era stato avviato il 22 luglio 2025 per verificare una possibile violazione dell’art. 102 TFUE nella pre-installazione e integrazione di Meta AI in WhatsApp; con delibera del 25 novembre 2025 l’istruttoria è stata ampliata alle nuove condizioni contrattuali che vietano ai fornitori di AI chatbot di utilizzare WhatsApp per offrire agli utenti finali tali servizi quando ne costituiscano la funzionalità principale.

Mercato dei servizi di comunicazione per i consumatori via app

L’Autorità conferma la definizione di un mercato distinto dei servizi di comunicazione per i consumatori via app, comprendente servizi come WhatsApp e Facebook Messenger, distinto dai social network e dai servizi tradizionali di comunicazione elettronica. Il mercato è ritenuto di dimensione SEE. Meta, tramite WhatsApp e Messenger, detiene una quota complessiva stimata tra il 60% e il 70% nello SEE; WhatsApp da solo è il principale operatore, con una quota compresa tra il 40% e il 50% a livello europeo. Il mercato è caratterizzato da forti effetti di rete diretti e da switching costs, che rendono difficilmente contendibile la posizione del leader.

Mercato dei servizi di Chatbot o Assistenti AI

L’AGCM inquadra il mercato come quello dei servizi di Chatbot o Assistenti AI, cioè servizi di AI generativa destinati a rispondere a quesiti e fornire assistenza virtuale agli utenti. Si tratta di un settore nascente, in rapida evoluzione e con una crescente tendenza verso funzioni di tipo agente AI e multimodale. La dimensione geografica è individuata nello SEE. L’Autorità sottolinea che l’accesso a canali di distribuzione, soprattutto piattaforme di messaggistica molto diffuse, è un fattore competitivo chiave; le grandi piattaforme digitali e i soggetti che controllano entry point consolidati godono di un vantaggio potenziale significativo.

La modifica delle WhatsApp Business Solution Terms

Il 15 ottobre 2025 Meta ha introdotto nei WhatsApp Business Solution Terms una sezione "AI Providers" che vieta ai provider di tecnologie AI di accedere o utilizzare WhatsApp per fornire, offrire o rendere disponibili tali servizi quando l’AI è la funzionalità principale del servizio. L’effetto della modifica è differenziato: per chi già operava su WhatsApp la restrizione diverrà effettiva il 15 gennaio 2026; per chi non era già presente l’esclusione opera immediatamente dal 15 ottobre 2025. Restano escluse dal divieto le AI usate solo per assistenza clienti o transazioni commerciali accessorie.

Pregressa apertura di WhatsApp alle AI chatbot

Il provvedimento evidenzia una discontinuità rispetto alla strategia precedente di Meta. In precedenza, WhatsApp era stata usata da diversi fornitori di AI chatbot generaliste come canale per raggiungere gli utenti finali; Meta aveva persino promosso, sin dal 2022, lo sviluppo di conversazioni con AI chatbot su WhatsApp. Inoltre, prima della modifica del 2025, le condizioni d’uso non prevedevano limitazioni analoghe e Meta aveva adottato anche un sistema di pricing che, dal 1° novembre 2024, ha reso gratuiti i messaggi di servizio "for all business, including via AI-enabled conversational experiences".

Ruolo di WhatsApp per gli operatori concorrenti

L’Autorità riporta le posizioni di Elcano, Interaction e OpenAI, che considerano WhatsApp un canale strategico per acquisire utenti e sviluppare le proprie AI chatbot. Elcano sostiene che Luzia è cresciuta proprio grazie alla distribuzione tramite WhatsApp e Telegram; Interaction afferma che Poke è progettato per operare nelle conversazioni sociali e richiede necessariamente l’accesso alle piattaforme di messaggistica; OpenAI evidenzia che WhatsApp consente a ChatGPT di raggiungere utenti nuovi, meno esperti o non già serviti dall’app o dal web, e che la rimozione dal canale comporterebbe una forte perdita di utenti attivi.

Meta AI su WhatsApp e vantaggio competitivo

Meta AI è entrata su WhatsApp da marzo 2025 e viene integrata in modo progressivamente più pervasivo, con funzioni che ne aumentano la visibilità e l’accessibilità. Meta stessa riconosce che WhatsApp è il canale in cui Meta AI registra l’uso più intenso all’interno del proprio ecosistema e che il servizio è destinato inizialmente a crescere in scala prima di essere monetizzato. L’AGCM osserva che, in Italia, gli utenti giornalieri di Meta AI su WhatsApp risultano superiori a quelli di ChatGPT su WhatsApp e che oltre il 50% delle interazioni con Meta AI avviene su WhatsApp.

Fumus boni iuris: valutazione dell’abuso

Per l’Autorità, la nuova clausola contrattuale appare, a prima vista, un abuso di posizione dominante ex art. 102 TFUE. La condotta preclude ai concorrenti di Meta AI l’accesso a un canale essenziale per la loro crescita, senza che ciò sia giustificato da ragioni oggettive sufficientemente provate. WhatsApp è considerata una piattaforma non solo diffusa, ma anche idonea a rendere le AI chatbot più attraenti per gli utenti, perché consente di usarle senza scaricare app dedicate e senza uscire dall’ambiente digitale già in uso. La preclusione è quindi ritenuta idonea a limitare produzione, sbocchi e innovazione nel mercato nascente delle AI chatbot.

Periculum in mora e ragioni dell’urgenza

L’AGCM ritiene che la condotta possa causare un danno grave e irreparabile alla concorrenza nelle more del procedimento di merito. Le ragioni sono molteplici: rischio di lock-in degli utenti verso Meta AI, perdita di utenti e reputazione per gli operatori già presenti, ostacolo agli investimenti e all’ingresso di nuovi operatori, e consolidamento di un vantaggio competitivo difficilmente recuperabile, specie in un mercato ancora in formazione. La progressiva personalizzazione di Meta AI viene considerata un ulteriore fattore di rafforzamento degli effetti di dipendenza funzionale.

Misura cautelare adottata

L’Autorità ordina a Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l. di sospendere immediatamente l’applicazione delle nuove condizioni contrattuali previste dai WhatsApp Business Solution Terms, nella misura in cui producano effetti sul territorio italiano. La misura è finalizzata a consentire che le AI chatbot possano continuare ad accedere e operare su WhatsApp senza soluzione di continuità, preservando la piattaforma quale canale di accesso agli utenti finali.

Obblighi accessori e sanzioni potenziali

Entro 15 giorni dalla notifica, Meta deve trasmettere una relazione dettagliata sulle attività svolte per ottemperare alla delibera. Il provvedimento richiama altresì l’art. 15, comma 2-bis, L. 287/1990, che consente l’irrogazione di penalità di mora fino al 5% del fatturato medio giornaliero mondiale per ogni giorno di ritardo nell’ottemperanza alle misure cautelari. L’Autorità precisa infine che il proprio intervento è circoscritto agli effetti prodotti sul territorio italiano, poiché la Commissione europea ha avviato un procedimento sulla medesima condotta con riguardo allo SEE, salvo l’Italia.

Punti principali

Parti e contesto competitivo

Le parti sono Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l., indicate come "Meta". Il gruppo opera in social network, messaggistica istantanea, pubblicità online, VR/AR e, più recentemente, servizi di intelligenza artificiale (Meta AI). L’Autorità richiama la forte rilevanza economica del gruppo e la centralità di WhatsApp come canale di distribuzione.

Condotte contestate

La prima condotta riguarda l’integrazione di Meta AI in WhatsApp, avviata da marzo 2025, con modalità di accesso e visibilità preminenti rispetto ai concorrenti. La seconda condotta concerne la modifica dei WhatsApp Business Solution Terms del 15 ottobre 2025, che vieta ai provider di AI di accedere o usare WhatsApp per offrire chatbot o assistenti AI quando tali funzioni costituiscono la funzionalità principale del servizio.

Mercati rilevanti e posizione dominante

L’Autorità conferma due mercati rilevanti: i servizi di comunicazione per i consumatori via app e i servizi di Chatbot o Assistenti AI. Per il primo mercato, Meta detiene nello SEE una quota complessiva stimata tra il 60% e il 70% tramite WhatsApp e Facebook Messenger, con forti effetti di rete e switching costs. WhatsApp, da solo, ha una penetrazione molto elevata in UE e Italia. Il secondo mercato è qualificato come nascente e in rapida evoluzione, con offerta globale e canali digitali multipli, ma con rilevanza strategica degli entry point e delle piattaforme di messaggistica.

Valutazione cautelare e fumus boni iuris

Secondo l’AGCM, la nuova clausola contrattuale integra, già prima facie, un diniego di accesso abusivo ai sensi dell’art. 102 TFUE, perché esclude i concorrenti di Meta AI da un canale di acquisizione utenti molto rilevante, pur lasciando Meta AI nella piattaforma. L’Autorità valorizza la pregressa apertura di WhatsApp alle AI chatbot, l’uso già consolidato del canale da parte di operatori come OpenAI, Elcano e Interaction e la natura non meramente sostitutiva ma complementare di WhatsApp rispetto ad altri canali di distribuzione.

Periculum in mora e misura adottata

L’AGCM ritiene sussistente un rischio di danno grave e irreparabile alla concorrenza nel mercato delle AI chatbot: perdita di utenti, effetti di lock-in, riduzione dell’innovazione e alterazione dei piani di ingresso e investimento, specie per gli operatori nuovi entranti. Per questo dispone la sospensione immediata delle nuove condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms nella parte in cui producono effetti sul territorio italiano. È inoltre richiesto a Meta di inviare entro 15 giorni una relazione dettagliata sull’ottemperanza. È richiamato anche l’art. 15, comma 2-bis, L. 287/1990 sulle penalità di mora.

Come è indicizzato

Materieabuso di posizione dominanteart. 102 tfuemercato rilevanteservizi di comunicazione per i consumatori via appservizi di chatbot o assistenti aimisure cautelari

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