Provvedimento AGCM A561 n. 31772 del 16/12/2025
APP TRACKING TRANSPARENCY DI APPLE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha accertato che Apple, in posizione dominante nel mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti iOS, ha imposto unilateralmente agli sviluppatori terzi le regole dell’App Tracking Transparency (ATT), costringendoli a una duplicazione della richiesta di consenso per l’uso dei dati a fini pubblicitari. L’Autorità ha ritenuto la condotta non oggettiva, non trasparente e non proporzionata rispetto all’obiettivo di tutela della privacy, con effetti pregiudizievoli per sviluppatori, inserzionisti e intermediari pubblicitari, oltre che vantaggi per Apple stessa nei servizi App Store e pubblicitari. L’infrazione è stata qualificata come abuso di sfruttamento ex art. 102 TFUE, in corso dal 26 aprile 2021, con sanzione complessiva in solido di 98.635.416,67 euro e ordine di cessazione della condotta.
Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l.: abuso di posizione dominante nell’ATT policy su iOS; accertamento dell’infrazione e sanzione di 98.635.416,67 euro
Apple ATT policy su iOS: abuso di posizione dominante e sanzione
L’AGCM ha accertato che Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l. hanno posto in essere un abuso di posizione dominante ai sensi dell’art. 102 TFUE, mediante l’imposizione agli sviluppatori terzi per iOS delle regole dell’App Tracking Transparency (ATT). Il procedimento riguarda la fase introdotta dal 26 aprile 2021, tuttora in corso, ed è stato incentrato sulla duplicazione della richiesta di consenso per l’uso dei dati a fini pubblicitari.
Parti e origine del procedimento
Il procedimento è stato avviato il 2 maggio 2023 nei confronti di società del Gruppo Apple, a seguito della segnalazione di Meta Platforms Inc. L’istruttoria è stata poi oggettivamente estesa per includere la restrittività dell’ATT policy, cioè il sistema con cui Apple ha imposto agli sviluppatori terzi di applicazioni distribuite tramite App Store una schermata specifica di consenso, l’ATT prompt, per accedere all’IDFA e profilare gli utenti a fini pubblicitari.
Mercato rilevante e dominanza
L’Autorità ha individuato come mercato rilevante, ai fini dell’abuso, il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti iOS. Ha ritenuto che questo mercato sia distinto sia dal mercato dei dispositivi mobili intelligenti sia dai mercati della pubblicità online collegati. Apple è stata considerata in posizione di assoluta dominanza, sostanzialmente monopolistica, poiché l’App Store è l’unico canale di distribuzione per le app native iOS e l’ecosistema è chiuso, con forti effetti di rete e barriere all’ingresso.
La condotta: ATT policy, ATT prompt e duplicazione del consenso
La condotta contestata consiste nell’avere imposto, a partire da aprile 2021, regole che subordinano l’accesso all’IDFA a un ulteriore consenso espresso tramite l’ATT prompt. Poiché gli sviluppatori devono comunque raccogliere il consenso privacy mediante un proprio CMP prompt per adempiere al GDPR e alla direttiva ePrivacy, in ambito iOS si è prodotta una duplicazione della richiesta di consenso per la medesima finalità di tracciamento e personalizzazione pubblicitaria.
L’Autorità ha rilevato che l’ATT prompt, da solo, non è sufficiente a garantire la piena compliance privacy degli sviluppatori, i quali restano obbligati a usare anche il proprio prompt. Inoltre, Apple ha precluso agli sviluppatori l’uso di tecniche alternative di tracciamento e ha riservato un forte controllo sul contenuto e sulla modalità di presentazione dell’ATT prompt.
Effetti sui dati, sulla pubblicità e sui modelli di business
Secondo l’AGCM, i dati sono l’input essenziale della pubblicità online personalizzata, soprattutto nel segmento mobile in-app. La restrizione dell’accesso all’IDFA ha ridotto la capacità di profilare gli utenti e di misurare efficacemente le campagne pubblicitarie, facendo aumentare i costi per gli inserzionisti e riducendo i ricavi degli sviluppatori e degli intermediari pubblicitari.
L’istruttoria ha evidenziato che gli effetti sono stati particolarmente gravi per gli operatori di minori dimensioni, che dispongono di meno first-party data e di minori risorse per adattarsi. È emersa inoltre una spinta verso modelli di monetizzazione alternativi, basati su pagamenti in-app o abbonamenti, con conseguente beneficio per Apple, che incassa commissioni su tali transazioni.
Posizione del Garante privacy e valutazione di proporzionalità
Nel corso del procedimento l’AGCM ha interloquito con il Garante per la protezione dei dati personali, il quale ha chiarito che la duplicazione della richiesta di consenso non è imposta dalla normativa privacy, ma deriva da una scelta imprenditoriale di Apple. Il Garante ha inoltre affermato che nulla nella disciplina vigente impedirebbe agli sviluppatori di raccogliere tutti i consensi necessari in un’unica soluzione, purché con adeguata granularità.
L’Autorità ha quindi ritenuto che l’ATT policy non sia proporzionata rispetto all’obiettivo di rafforzare la privacy, perché lo stesso livello di tutela poteva essere raggiunto con modalità meno restrittive della concorrenza e meno gravose per gli sviluppatori.
Effetti economici per Apple
L’AGCM ha considerato anche i benefici economici per Apple: crescita dei ricavi da servizi, aumento delle commissioni App Store e rafforzamento del business pubblicitario Apple Ads. L’Autorità ha osservato che la divisione pubblicitaria di Apple ha registrato un forte incremento, così come i ricavi da commissioni derivanti da in-app purchases e abbonamenti, con un effetto indiretto di rafforzamento del lock-in dell’ecosistema Apple.
Qualificazione giuridica dell’abuso
La condotta è stata qualificata come abuso di sfruttamento ai sensi dell’art. 102, lett. a), TFUE. L’AGCM ha ritenuto integrati i tre elementi richiesti: imposizione unilaterale delle condizioni, lesività per partner commerciali e terzi, e assenza di proporzionalità rispetto al legittimo obiettivo di tutela della privacy. L’Autorità ha precisato che non contesta la tutela della privacy in sé, ma il modo in cui Apple l’ha implementata, imponendo agli sviluppatori un meccanismo eccessivamente oneroso.
Sanzione, durata e ordini
L’infrazione è stata considerata grave e di durata pluriennale, iniziata il 26 aprile 2021 e tuttora in corso. Sulla base dei criteri di legge e delle linee guida AGCM, è stata irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva, in solido tra le tre società, pari a 98.635.416,67 euro.
L’Autorità ha inoltre ordinato a Apple di cessare immediatamente i comportamenti distorsivi della concorrenza e di astenersi in futuro da condotte analoghe o equivalenti, disponendo la presentazione di una relazione sulle misure adottate entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento.
Punti principali
Avvio, estensione e oggetto dell’istruttoria
Il procedimento è stato avviato il 2 maggio 2023 nei confronti di Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l. per presunta violazione dell’art. 102 TFUE. In seguito, l’istruttoria è stata oggettivamente estesa all’App Tracking Transparency (ATT) policy, cioè alle regole imposte da Apple agli sviluppatori terzi su iOS in materia di consenso al tracciamento e utilizzo dei dati a fini pubblicitari.
Mercati rilevanti e posizione dominante
L’Autorità ha individuato, ai fini del caso, il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti iOS, distinto dal mercato dei dispositivi mobili e dai mercati della pubblicità online collegati. Apple è risultata detenere una posizione di assoluta dominanza, sostanzialmente pari al 100% del mercato dell’App Store iOS nel periodo rilevante, con significative barriere all’ingresso dovute agli effetti di rete e all’ecosistema chiuso.
Condotta contestata e meccanismo della duplicazione del consenso
Dal 26 aprile 2021 Apple ha reso obbligatorio l’ATT prompt per l’accesso all’IDFA, subordinando il tracciamento pubblicitario a un ulteriore consenso dell’utente. Poiché gli sviluppatori devono comunque raccogliere il consenso privacy tramite un proprio CMP prompt, si è determinata una duplicazione della richiesta di consenso per la medesima finalità pubblicitaria, con prevalenza del prompt Apple sul consenso raccolto autonomamente dallo sviluppatore.
Effetti sui mercati e sugli operatori
L’Autorità ha ritenuto che la maggiore onerosità del processo di consenso abbia ridotto i tassi di consenso alla profilazione su iOS, comprimendo la capacità di fare pubblicità personalizzata e aumentando i costi per gli inserzionisti. Gli effetti pregiudizievoli sono stati riscontrati anche per sviluppatori, editori e piattaforme di intermediazione pubblicitaria, in particolare per gli operatori minori, e si sono tradotti in minori ricavi e in un incentivo a spostarsi verso modelli di monetizzazione a pagamento.
Esito, sanzione e ordini
L’AGCM ha accertato un abuso di sfruttamento in violazione dell’art. 102 TFUE, ritenendo la condotta unilaterale, lesiva e non proporzionata rispetto alla tutela della privacy. Ha ordinato alle società di cessare immediatamente la condotta e di astenersi dal replicarla, imponendo inoltre la presentazione di una relazione entro 90 giorni. La sanzione complessiva irrogata in solido è pari a 98.635.416,67 euro.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da AGCM, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di AGCM
- Intesa e abuso · 16 dic 2025Provvedimento AGCM A528 n. 31776 del 16/12/2025
- Intesa e abuso · 16 dic 2025Provvedimento AGCM I867 n. 31783 del 16/12/2025
- Intesa e abuso · 16 dic 2025Provvedimento AGCM A577 n. 31777 del 16/12/2025
- Intesa e abuso · 19 dic 2025Provvedimento AGCM A568 n. 31774 del 19/12/2025
- Intesa e abuso · 22 dic 2025Provvedimento AGCM A576 n. 31775 del 22/12/2025
- Intesa e abuso · 22 dic 2025Provvedimento AGCM I866 n. 31785 del 22/12/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in AGCM →