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Ordinanza

Ordinanza n. 22/2026 - Torino, Sezione 1

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia - del provvedimento del -OMISSIS- (codice pratica -OMISSIS-), a mezzo del quale la Prefettura di Torino, ha respinto l’istanza di conversione del permesso di soggiorno “per motivi di studio” in permesso di soggiorno “per lavoro subordinato” presentata da -ricorrente-; - di ogni altro atto e/o provvedimento, antecedente o successivo, presupposto o consequenziale, anche non conosciuto dal ricorrente, comunque connesso a quello impugnato, ivi compreso, per quanto di ragione, il parere negativo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Torino richiamato nel provvedimento impugnato, il preavviso di rigetto ex art. 10-bis L. 241/90, prot. -OMISSIS-, notificato in data 13/08/2025, nonché la comunicazione a mezzo e-mail della Prefettura;

Giustizia amministrativa202503549

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per motivi di studio in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, adottato sulla base di debiti previdenziali della società datrice di lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio dell'istanza di conversione presentata ai sensi dell'art. 103 d.l. n. 34/2020, chiedendone la sospensione cautelare. Le iniziali lacune documentali contestate dall'Amministrazione risultavano essere state integrate; il rigetto era quindi fondato unicamente sulla presenza di tre cartelle esattoriali relative a debiti previdenziali della società datrice di lavoro, per complessivi euro 8.689,00. La ricorrente ha contestato l'idoneità di tale elemento a giustificare il diniego e ha prodotto documentazione INPS attestante che la società aveva ottenuto la rateizzazione dei debiti. Sono stati pertanto dedotti, in sostanza, l'illegittimità del diniego per avere considerato automaticamente la posizione contributiva irregolare del datore di lavoro quale causa ostativa al rilascio del titolo, l'assenza di una valutazione della concreta solidità economica della società e della sua capacità di sostenere gli oneri della futura assunzione, nonché il travisamento del quadro fattuale relativo alla rateizzazione dei debiti previdenziali.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo sussistente il fumus boni iuris. In base alla giurisprudenza richiamata, l'irregolarità contributiva del datore di lavoro non può costituire, da sola e in assenza di ulteriori circostanze indiziarie, motivo di diniego del permesso di soggiorno del lavoratore straniero; occorre invece verificare l'effettiva produzione del reddito da lavoro dipendente e la concreta capacità economica del datore di lavoro di sostenere la futura assunzione. Nel caso concreto, l'Amministrazione appariva essersi fondata esclusivamente sui debiti previdenziali, senza esaminare la solidità economica della società. Inoltre, la documentazione INPS prodotta dalla ricorrente sembrava attestare l'avvenuta rateizzazione dei debiti, evidenziando un parziale travisamento dei fatti. È stato ravvisato anche il periculum in mora, derivante dalla condizione di irregolarità della ricorrente sul territorio italiano conseguente al mancato rilascio del titolo. Gli effetti esecutivi del diniego sono stati sospesi esclusivamente ai fini del riesame dell'istanza. È stata fissata l'udienza pubblica per la trattazione del merito e le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 103 d.l. n. 34/2020

    La domanda di conversione del titolo di soggiorno è stata presentata nell'ambito della procedura prevista dalla disposizione; il giudice ha disposto il riesame dell'istanza dopo avere sospeso gli effetti del diniego.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • L'irregolarità contributiva del datore di lavoro straniero non può, di per sé sola, giustificare il diniego del permesso di soggiorno del dipendente, in assenza di ulteriori circostanze indiziarie significative circa la mancata produzione di un reddito da lavoro dipendente sufficiente.
  • Nel valutare una domanda di conversione del permesso di soggiorno per motivi di studio in permesso per lavoro subordinato, l'Amministrazione deve esaminare concretamente la capacità economica del datore di lavoro di sostenere gli oneri della futura assunzione, senza fondare automaticamente il diniego sulla sola esistenza di debiti previdenziali.
  • La rateizzazione dei debiti previdenziali del datore di lavoro costituisce un elemento fattuale rilevante che l'Amministrazione deve considerare nella valutazione della sua situazione economica; la sua omissione può integrare un parziale travisamento del quadro istruttorio.
  • In sede cautelare, il rischio di irregolarità del cittadino straniero sul territorio nazionale conseguente al mancato rilascio del titolo di soggiorno può integrare il periculum in mora; ove sussistano anche fumus boni iuris e periculum, il giudice può sospendere il diniego ai soli fini del riesame dell'istanza.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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