Sentenza del 14/12/2016 n. 25677 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava una cartella di pagamento emessa ai sensi dell'art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 per IRAP dichiarata e non versata relativamente all'anno d'imposta 2002. Lo Studio associato contestava la debenza dell'imposta sostenendo l'assenza del presupposto dell'autonoma organizzazione. L'Agenzia delle entrate ha dedotto, da un lato, che l'esercizio associato di un'attività professionale costituisce presupposto dell'IRAP e, dall'altro, che l'adesione del contribuente al condono previsto dall'art. 9 della L. n. 289/2002 precludeva ogni contestazione sulla debenza del tributo. Ha inoltre denunciato l'omessa motivazione della sentenza d'appello sull'attività svolta in forma associata e sui beni strumentali impiegati.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, ritenendo fondato il motivo relativo all'adesione al condono. Tale adesione produce effetto preclusivo rispetto a ogni contestazione sulla debenza dell'imposta e la relativa questione è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado, potendo quindi essere sollevata dall'Ufficio anche per la prima volta in appello. La Corte ha inoltre ritenuto fondati, in via subordinata, anche i motivi sull'assoggettamento a IRAP: per le società e associazioni professionali soggette all'imposta, l'attività esercitata in forma associata costituisce ex lege presupposto dell'IRAP, senza necessità di accertare ulteriormente l'autonoma organizzazione. La sentenza impugnata è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato rigettato il ricorso originario del contribuente. Le spese di tutti i gradi sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-bis
Costituisce la base normativa della cartella di pagamento emessa per l'IRAP dichiarata e non versata.
D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, artt. 1, 2 e 3
Presupposto dell'imposta regionale sulle attività produttive è l'esercizio abituale di un'attività autonomamente organizzata diretta alla produzione e allo scambio ovvero alla prestazione di servizi.
Per società semplici e associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l'esercizio associato di arti e professioni, l'attività svolta in tale forma integra ex lege il presupposto dell'IRAP, senza un autonomo accertamento dell'organizzazione.
L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9
L'adesione al condono per l'anno d'imposta controverso preclude al contribuente ogni contestazione sulla debenza del tributo. La preclusione è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 57, comma 2
Il divieto di proporre eccezioni nuove in appello non si applica alle questioni rilevabili d'ufficio, tra cui rientra la preclusione derivante dall'adesione al condono.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5
Disciplina i motivi di ricorso per cassazione relativi alla violazione o falsa applicazione di legge e all'omessa motivazione su un punto decisivo.
Codice di procedura civile, art. 384
Consente alla Corte di cassazione, quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente la causa nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.
Massime di principio
- L'adesione a un condono fiscale può impedire al contribuente di contestare successivamente la debenza dell'imposta relativa al periodo condonato; tale preclusione può essere rilevata d'ufficio anche in appello o in cassazione.
- Il divieto di introdurre eccezioni nuove in appello non opera per le questioni rilevabili d'ufficio.
- Per le associazioni professionali e gli altri soggetti collettivi espressamente inclusi tra i soggetti passivi IRAP, l'esercizio associato dell'attività può essere sufficiente a integrare il presupposto dell'imposta, senza la necessità di dimostrare una specifica autonoma organizzazione.
- Quando la Corte di cassazione ritiene già accertati tutti i fatti rilevanti, può cassare la sentenza e decidere direttamente nel merito, rigettando il ricorso originario.
- L'interpretazione giurisprudenziale sopravvenuta durante il processo può giustificare la compensazione integrale delle spese, anche in caso di soccombenza di una parte.
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