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Ordinanza

Ordinanza n. 13158/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del provvedimento di rigetto della concessione della cittadinanza italiana prot. nr. -OMISSIS- del Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione per i diritti civili delle cittadinanze e Minoranze emesso in data 08.01.2024 e notificato a mezzo SPID il 31.10.2024 nonché l’annullamento di tutti gli atti presupposti, consequenziali e comunque connessi.

Giustizia amministrativa202501444

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana adottato dal Ministero dell'Interno

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale di rigetto della concessione della cittadinanza italiana, nonché gli atti presupposti, consequenziali e connessi. Il testo dell'ordinanza non espone il contenuto specifico dei motivi di ricorso, limitandosi a riferire che sono stati dedotti fatti e deduzioni posti a fondamento del gravame.

La decisione

Il TAR, rilevato che il Ministero dell'Interno si è costituito con atto di mera forma, ha ritenuto necessario acquisire, ai fini della decisione, la documentazione integrale del fascicolo del procedimento e una relazione documentata contenente chiarimenti sui fatti e sulle deduzioni posti a fondamento del ricorso. Ha disposto tali incombenti istruttori ai sensi dell'art. 46, comma 2, c.p.a., stabilendo che l'Amministrazione vi provveda entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa dell'ordinanza. La decisione sul merito è stata rinviata all'udienza del 4 novembre 2026. Non è stata adottata alcuna decisione sull'annullamento del diniego.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Consente al giudice di disporre che le amministrazioni depositino gli atti e i documenti ritenuti necessari per la decisione; nel caso concreto, la disposizione è stata utilizzata per acquisire il fascicolo procedimentale e una relazione documentata sui fatti e sulle deduzioni del ricorso.

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili agli incombenti istruttori.

  • art. 66 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili agli incombenti istruttori.

  • art. 67 c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili agli incombenti istruttori.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei diritti o della dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione si costituisce in giudizio con un atto di mera forma e la documentazione disponibile non consente di decidere, il giudice amministrativo può disporre l'acquisizione del fascicolo procedimentale e di una relazione documentata sui fatti rilevanti e sulle deduzioni del ricorso.
  • Gli incombenti istruttori devono essere eseguiti dall'amministrazione entro il termine assegnato dal giudice decorrente dalla notificazione o dalla comunicazione in via amministrativa dell'ordinanza; la causa può essere rinviata a un'udienza successiva per la discussione del merito.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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