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Sentenza

Sentenza n. 11923/2026 - Roma, Sezione 5Q

ricorso ex art. 117 cpa

Giustizia amministrativa202602866

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: inerzia dell'amministrazione sull'istanza di visto d'ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. lamentando la mancata definizione della propria istanza per il rilascio di un visto d'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato. Nelle more dell'esame della domanda cautelare, il MAECI ha comunicato che la competente sede diplomatica di Islamabad aveva convocato il ricorrente per il 17 settembre 2026, al fine di formalizzare l'istanza di visto. Il ricorrente ha preso atto di tale circostanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d'interesse, rilevando che l'attivazione del procedimento per il rilascio del visto aveva fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia contro l'inerzia del MAECI. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione del flusso massiccio di richieste di visto gravante sulla rappresentanza diplomatica in Pakistan e della particolare complessità dell'iter procedimentale.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione; nel caso concreto, l'attivazione del procedimento ha fatto venir meno l'interesse attuale alla decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata, in relazione all'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel giudizio instaurato ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio dell'amministrazione, l'avvio o la concreta attivazione del procedimento amministrativo nelle more del giudizio può determinare la sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione, rendendo il ricorso improcedibile, quando venga meno l'utilità della pronuncia richiesta.
  • La compensazione delle spese può essere disposta in presenza di giusti motivi, quali la particolare complessità dell'iter procedimentale e il rilevante carico di richieste gravante sull'amministrazione competente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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