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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10775/2025 del 18/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano in Cassazione la sentenza di appello del 03/05/2024 (conferma/parziale riforma della sentenza di primo grado) lamentando in via principale che la condanna si fosse fondata essenzialmente sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Leonardo Messina e Ciro Vara: si denunciava la mancata convergenza, contraddittorietà, progressione accusatoria e circolarità delle loro propalazioni, la carenza di riscontri estrinseci idonei a corroborarle e, specificamente per Madonia, l'omessa valutazione di altre dichiarazioni (es. Salvatore Ferraro); per Terminio si contestava il mancato esame del rancore del collaboratore Messina e l'esito del processo "Gammino"; per Palermo si chiedeva il riesame delle contraddizioni e del mancato riconoscimento della continuazione con altro delitto (Rizzuto); per Greco si aggiungeva, oltre ai profili di attendibilità, la questione della prescrizione in ragione dell'esclusione delle aggravanti e del riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha esaminato separatamente le posizioni. Ha rigettato i ricorsi di Giuseppe Madonia e di Cataldo Terminio ritenendo congrua e sufficientemente motivata la valutazione congiunta (ma frazionabile) delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e avendo riscontri estrinseci nel compendio probatorio: per essi sono confermate le condanne (ergastolo per Madonia e Terminio) e intimati gli oneri di spese processuali e rifusione spese delle parti civili. Ha invece accolto i ricorsi di Angelo Palermo e Angelo Bruno Greco sul punto della prescrizione: avendo la Corte d'appello escluso le aggravanti originarie (tra cui la premeditazione) per questi due imputati, il reato contestato opera sotto la disciplina previgente dell'art. 157 c.p. e risultava ormai prescritto; la Cassazione ha annullato senza rinvio le statuizioni di condanna nei loro confronti per intervenuta prescrizione. Conseguentemente sono state disposte le relative statuizioni di annullamento senza rinvio e liquidate alcune spese a carico dei ricorrenti rigettati.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori: il giudice deve operare un vaglio unitario di credibilità soggettiva e attendibilità oggettiva; le singole parti del racconto possono essere frazionate e valutate indipendentemente se corredate da riscontri 'aliunde'
  • Riscontri estrinseci: non esiste una tipologia predeterminata di riscontri; possono essere prove dirette, indiziarie o altre dichiarazioni (anche di altri collaboratori) purché estranee alla specifica propalazione da riscontrare
  • Effetto delle aggravanti sulla prescrizione: se in sede di appello vengono escluse aggravanti che avrebbero reso il reato astrattamente punibile con l'ergastolo, per fatti commessi prima della riforma va applicata la disciplina prescrizionale più favorevole (previgente), con possibile estinzione per prescrizione
  • Calcolo della prescrizione: occorre verificare la normativa applicabile al tempo del fatto, ogni atto interruttivo e le date processuali; atti successivi alla maturazione della prescrizione non la fanno retroattivamente valere
  • Strategia difensiva utile: contestare sistematicamente la mancanza di riscontri esterni, la progressione accusatoria e la possibile parzialità/ostilità del collaboratore; documentare incongruenze temporali o di contesto e richiedere che il giudice motivi analiticamente la frazionabilità e i riscontri
  • Esiti parziali: in procedimenti con più imputati, esiti differenti sono possibili (alcuni annullati per prescrizione, altri confermati); la Cassazione distingue tra valutazioni di attendibilità e questioni di diritto (es. prescrizione) e decide separatamente le posizioni

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