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Sentenza

Sentenza n. 2337/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento - in via principale: della D.G.R. Lombardia n. XII/2966 in data 5 agosto 2024 (cfr. doc. 4), recante “Ulteriori determinazioni in ordine agli indirizzi di programmazione del SSR per l’anno 2024”, nelle parti in cui, al punto 12 “NEGOZIAZIONE SANITARIA” dell’Allegato 2 “Polo Ospedaliero”, 12.3 “PRECISAZIONI PER EEPA”, dispone che “Si conferma che l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi quota variabile, compreso l’obiettivo declinato con la D.G.R. N. XII/2224/2024, si applicherà riducendo il valore del budget assegnato con contratto annuale”; - in via incidentale, per quant’occorrer possa: della D.G.R. Lombardia n. XII/1827 in data 31 gennaio 2024 (doc. 1) e della D.G.R. Lombardia n. XII/2228 in data 22 aprile 2024 (doc. 2), ove intese nel senso di prescrivere implicitamente che l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile si applicherà riducendo il valore del budget assegnato con contratto.

Giustizia amministrativa202403011

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: D.G.R. Lombardia n. XII/2966 del 5 agosto 2024, nonché, in via incidentale, le D.G.R. n. XII/1827 del 31 gennaio 2024 e n. XII/2228 del 22 aprile 2024, nella parte relativa alla riduzione del budget per il mancato raggiungimento degli obiettivi di quota variabile

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente, struttura sanitaria privata accreditata che eroga prestazioni nell'ambito del servizio sanitario regionale sulla base di contratti stipulati con l'ATS competente, ha impugnato gli atti regionali di programmazione sanitaria contenenti i criteri per l'assegnazione delle risorse agli erogatori. In via principale ha contestato la D.G.R. Lombardia n. XII/2966 del 5 agosto 2024, nella parte in cui prevedeva che il mancato raggiungimento degli obiettivi relativi alla quota variabile, incluso l'obiettivo previsto dalla D.G.R. n. XII/2224/2024, comportasse la riduzione del budget assegnato con il contratto annuale. In via incidentale ha impugnato, ove interpretate nello stesso senso, le precedenti D.G.R. n. XII/1827/2024 e n. XII/2228/2024. Dal testo della sentenza non risultano ulteriori motivi di legittimità specificamente esposti, poiché il giudizio è stato definito in rito per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito la legittimità degli atti impugnati né i motivi dedotti. La dichiarazione è stata resa dal difensore della ricorrente all'udienza camerale del 12 maggio 2026, dopo che le parti erano state avvisate della fissazione della causa ai soli fini della verifica della permanenza dell'interesse alla decisione. Le spese sono state compensate, in considerazione della definizione in rito e del limitato svolgimento dell'attività difensiva della Regione Lombardia.

Norme richiamate

  • art. 74 c.p.a.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata ai sensi dell'art. 74 c.p.a., come indicato nell'epigrafe.

  • art. 72-bis, comma 1, c.p.a.

    ai soli fini della verifica della permanenza dell'interesse alla decisione

    La disposizione è stata richiamata per la comunicazione alle parti della fissazione della causa finalizzata a verificare la permanenza dell'interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara che è venuto meno l'interesse alla definizione nel merito della controversia, il giudice amministrativo dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi di legittimità dedotti.
  • La definizione in rito per sopravvenuta carenza di interesse non comporta una pronuncia sulla legittimità degli atti impugnati né produce, secondo la decisione, un accoglimento o un rigetto nel merito della domanda di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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