Cassazione Civile, Ordinanza n. 31015/2023 del 07/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un accertamento doganale relativo a importazioni di merci effettuate nel 2012 da una società italiana, che acquistava i prodotti da una società estera a essa collegata. L’Amministrazione doganale, a seguito di informazioni acquisite e verifiche sul contratto di licenza relativo al marchio apposto sui beni, ha contestato che il valore dichiarato in dogana non includesse i corrispettivi dovuti a titolo di royalties. Ha quindi rettificato il valore imponibile, con conseguente recupero dei diritti di confine e irrogazione di sanzioni. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso della società, e la Commissione tributaria regionale aveva confermato l’esito, ritenendo non provato che il pagamento delle royalties costituisse condizione di vendita e che la licenziante esercitasse un controllo idoneo a integrare i presupposti per l’inclusione nel valore doganale. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione delle norme doganali unionale e attuative, sostenendo che i diritti di licenza dovevano essere inclusi nel valore in dogana perché costituivano condizione di vendita della merce importata e perché dai rapporti contrattuali emergevano poteri di controllo del titolare del marchio sulla scelta del produttore e sulla produzione stessa.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato l’unico motivo dell’Agenzia. Ha ricostruito la disciplina del valore in dogana e l’interpretazione fornita dalla giurisprudenza unionale, affermando che le royalties vanno sommate al prezzo di transazione quando non siano già incluse, si riferiscano alle merci da valutare e costituiscano condizione della vendita; in particolare, nei casi di marchi di fabbrica, rilevano anche gli indici di controllo e di non libertà dell’acquirente di rivolgersi ad altri fornitori. La Corte ha censurato la sentenza regionale per non avere applicato tali principi e per aver trascurato gli elementi contrattuali dedotti dall’Ufficio, relativi al potere di scelta del produttore, all’approvazione preventiva dei campioni, dei materiali e degli imballaggi, ai divieti di produzione per conto terzi e ai poteri ispettivi. Ha quindi cassato la decisione impugnata e rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 32 Reg. CEE n. 2913/1992
"corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore è tenuto a pagare, direttamente o indirettamente, come condizione della vendita delle merci da valutare"
Le royalties sono da aggiungere al valore di transazione quando ricorrono le condizioni previste dalla norma, in particolare se costituiscono condizione della vendita delle merci importate.
art. 157, paragrafo 2, Reg. CEE n. 2454/1993
"si deve aggiungere un corrispettivo o un diritto di licenza al prezzo effettivamente pagato o pagabile soltanto se tale pagamento: - si riferisce alle merci oggetto della valutazione, e - costituisce una condizione di vendita delle merci in causa"
La disposizione attuativa specifica che l’inclusione delle royalties nel valore doganale richiede cumulativamente che il pagamento riguardi le merci valutate e sia condizione di vendita.
art. 159 Reg. CEE n. 2454/1993
"soltanto se: - il corrispettivo o il diritto di licenza si riferisce a merci rivendute tal quali o formanti oggetto unicamente di lavorazioni secondarie successivamente all'importazione, - le merci sono commercializzate con il marchio di fabbrica ... , e - l'acquirente non è libero di ottenere tali merci da altri fornitori non legati al venditore"
Nel caso di licenza riferita a un marchio di fabbrica, il pagamento è aggiunto al prezzo solo se ricorrono le specifiche condizioni previste dalla norma.
art. 160 Reg. CEE n. 2454/1993
"le condizioni previste dall'articolo 157, paragrafo 2 si considerano soddisfatte solo se il venditore o una persona ad esso legata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento"
Se il diritto di licenza è pagato a un terzo, la condizione di vendita si considera integrata solo quando il venditore o un soggetto a lui legato richiede tale pagamento.
art. 143 DAC
Richiamato in relazione alla nozione di persone legate e al controllo diretto o indiretto rilevante ai fini doganali.
allegato 23 delle DAC
"si considera che una persona ne controlli un'altra quando la prima sia in grado di esercitare, di diritto o di fatto, un potere di costrizione o di orientamento sulla seconda"
Il controllo rilevante ai fini doganali è inteso in senso ampio, comprensivo anche del controllo di fatto e della mera capacità di orientamento del soggetto controllato.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Norma processuale posta a fondamento del motivo di ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di legge.
Massime di principio
- Ai fini della determinazione del valore in dogana, i corrispettivi di licenza o royalties devono essere aggiunti al prezzo effettivamente pagato o da pagare quando non siano già inclusi, si riferiscano alle merci oggetto di valutazione e costituiscano una condizione della vendita.
- La nozione di "condizione di vendita" si verifica quando, nei rapporti tra venditore o soggetto a lui legato e acquirente, il pagamento del diritto di licenza è per il venditore un elemento così rilevante che, in difetto, egli non sarebbe disposto a vendere.
- Nel caso di marchi di fabbrica, la rilevanza delle royalties nel valore doganale va valutata anche alla luce degli indici di controllo del licenziante sul produttore, sull’attività produttiva, sulla distribuzione e sulle condizioni di approvvigionamento dell’acquirente.
- Il controllo rilevante ai fini doganali va inteso in senso ampio e sostanziale, potendo desumersi anche da poteri di fatto di costrizione o di orientamento, oltre che da vincoli giuridici formali.
- Il giudice di merito che escluda l’inclusione delle royalties nel valore doganale deve confrontarsi con tutti gli elementi contrattuali e fattuali indicativi del controllo e della condizione di vendita; una motivazione meramente assertiva o tautologica integra violazione della disciplina applicabile.
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