Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 1194/2026 - Torino, Sezione 1

per l'annullamento dell’illegittimità del silenzio - inadempimento serbato dalla del Comune di Gravellona Toce sull’istanza del ricorrente ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001;

Giustizia amministrativa202600543

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sull’istanza di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, assumendo di essere proprietario dell’area in forza di un decreto di trasferimento emesso in una procedura fallimentare, ha chiesto al Comune di acquisire il fondo al patrimonio indisponibile ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e di corrispondergli l’indennizzo per l’illegittima occupazione. A fronte dell’inerzia dell’amministrazione ha proposto azione avverso il silenzio ex art. 117 c.p.a. Il Comune ha contestato il presupposto dell’occupazione sine titulo, sostenendo che l’area sarebbe stata destinata a parcheggio pubblico nell’ambito di un procedimento pianificatorio e convenzionale risalente al 1999-2001, comprendente l’approvazione di un piano esecutivo convenzionato, una convenzione urbanistica con obblighi di cessione gratuita delle aree a parcheggio, titoli edilizi e l’approvazione delle opere di urbanizzazione. Il ricorrente ha riconosciuto la necessità di verificare l’opponibilità della convenzione urbanistica nei suoi confronti, sostenendo tuttavia l’intervenuta prescrizione delle relative obbligazioni.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. L’azione avverso il silenzio sull’istanza ex art. 42-bis presuppone che sia configurabile un’occupazione sine titulo di un bene privato da parte dell’amministrazione. Nel caso concreto, la titolarità effettiva del bene e l’assenza di vincoli o obblighi pubblicistici opponibili al ricorrente erano controverse e richiedevano un previo accertamento in sede di cognizione, davanti al giudice amministrativo o ordinario secondo i relativi presupposti. Il giudice ha quindi escluso che si potesse imporre direttamente all’amministrazione di pronunciarsi sull’acquisizione sanante prima di avere accertato l’effettiva proprietà privata dell’area e l’inesistenza di titoli pubblici o convenzionali giustificativi dell’utilizzo. Una volta compiuto tale accertamento, il proprietario potrà chiedere all’amministrazione di valutare se acquisire il bene ai sensi dell’art. 42-bis oppure restituirlo. Le spese sono state poste a carico del ricorrente e liquidate in euro 1.500,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Valutati gli interessi in conflitto, l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, può disporre che esso sia acquisito, non retroattivamente, al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario sia corrisposto un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest'ultimo forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene.

    L’acquisizione sanante presuppone l’utilizzazione e modificazione del bene privato in assenza di un valido ed efficace titolo espropriativo o dichiarativo della pubblica utilità; prima dell’azione sul silenzio deve essere verificata l’effettiva sussistenza dell’occupazione sine titulo.

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    L’azione avverso il silenzio è esperibile dal privato che abbia chiesto l’avvio del procedimento ex art. 42-bis quando l’amministrazione resti inerte, ma solo in presenza dei presupposti sostanziali dell’acquisizione sanante.

  • art. 42-bis d.P.R. 380/2001

    Il riferimento è contenuto nella motivazione, ma la disciplina dell’acquisizione sanante richiamata dalla decisione è quella dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001.

Massime di principio

  • L’azione avverso il silenzio può essere proposta dal proprietario che abbia chiesto all’amministrazione di valutare l’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, poiché l’amministrazione non può mantenere indefinitamente una situazione di occupazione sine titulo senza adottare una determinazione acquisitiva o ripristinare la legalità mediante restituzione del bene.
  • Quando siano controversi la titolarità privata del bene, l’opponibilità di una convenzione urbanistica o l’esistenza di vincoli e obblighi pubblici idonei a giustificare l’utilizzo dell’area, l’azione avverso il silenzio sull’istanza ex art. 42-bis è inammissibile se non preceduta dal necessario accertamento in sede di cognizione davanti al giudice competente.
  • L’amministrazione è tenuta a valutare l’acquisizione sanante soltanto dopo che sia stata accertata la disponibilità privata del bene e l’assenza di un titolo o di vincoli pubblici opponibili che escludano l’occupazione sine titulo; all’esito, la scelta può consistere nell’acquisizione al patrimonio indisponibile oppure nella restituzione del fondo.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sanantePiani attuativi e lottizzazioniTermini e notificazione del ricorso
RamiEspropriazione per pubblica utilitàUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneRiparto di giurisdizioneLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.