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Sentenza

Sentenza n. 3828/2026 - Roma, Sezione 3

per l'annullamento a) della graduatoria unica nazionale del concorso per l'ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria per l'anno accademico 2023/2024: b) di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenziali, così come indicati nell’epigrafe del gravame; e per ottenere ex art.116, comma 2, c.p.a. l’accesso ai documenti.

Giustizia amministrativa202315239

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: graduatoria unica nazionale del concorso per l'ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria per l'anno accademico 2023/2024, con gli atti presupposti, connessi e consequenziali

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni e soggetti gestori)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente aveva impugnato la graduatoria unica nazionale del concorso per l'ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi dentaria per l'anno accademico 2023/2024, chiedendo altresì l'accesso ai documenti ai sensi dell'art. 116, comma 2, c.p.a. Nel corso del giudizio, con dichiarazione personalmente sottoscritta e depositata il 24 dicembre 2025, ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo, la parte possa disporre dell'azione fino a quando la causa è trattenuta in decisione e dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. In assenza di una giurisdizione oggettiva, il giudice non può proseguire d'ufficio il processo né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, tenuto conto della natura della controversia, dell'esito del giudizio e della mancata opposizione delle controparti costituite.

Norme richiamate

  • art. 116, comma 2, c.p.a.

    La ricorrente aveva richiamato tale disposizione per ottenere l'accesso ai documenti nel corso del giudizio; la sentenza non esamina nel merito la domanda di accesso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Prevede la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la parte può disporre dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare il sopravvenuto difetto di interesse alla definizione del giudizio.
  • Quando il ricorrente dichiara il sopravvenuto difetto di interesse, il giudice amministrativo, non esercitando una giurisdizione oggettiva, non può proseguire d'ufficio il processo né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire; deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse comporta la declaratoria di improcedibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., senza esame dei motivi di illegittimità dedotti contro l'atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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