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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18710/2024 del 09/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del provvedimento di decadenza dai premi per rimboschimento e dell'intimazione alla restituzione dell'intero ammontare dei premi riscossi per avere la superficie rimboschita risultata inferiore di oltre il 20% rispetto a quella ammessa all'aiuto. Il ricorrente deduceva falsa applicazione della normativa comunitaria e nazionale (Reg. 2080/92, Reg. 2988/95, D.M. 494/1998 artt.13-15), contestava l'interpretazione del termine "indebitamente" nel D.M. che, a suo avviso, dovrebbe limitare la ripetizione solo agli aiuti effettivamente indebitamente percepiti e non comportare la restituzione integrale per violazioni quantitative, e denunciava profili di irregolarità procedurale e probatoria in sede di appello.

La decisione

Il ricorso è stato respinto. La Corte ha rimesso questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia UE; la CJEU (sent. C-196/22, 16.11.2023) ha stabilito che le norme comunitarie (Reg. 2080/92 e Reg. 2988/95) e il principio di proporzionalità non ostano a una normativa nazionale che preveda, quando nel corso di un impegno pluriennale la superficie rimboschita è inferiore del 20% rispetto a quella ammessa, la decadenza totale dall'aiuto, il rimborso integrale degli aiuti percepiti e l'esclusione dagli aiuti delle restanti annualità. Alla luce di ciò la Corte ha ritenuto infondate le doglianze del Sibelli (inclusa quella sull'avverbio "indebitamente"), ha confermato la legittimità del provvedimento decadenziale e dell'intimazione di restituzione integrale, ha respinto le eccezioni procedurali del ricorrente e ha condannato il ricorrente alle spese processuali.

Norme richiamate

  • Regolamento (CEE) n. 2080/92 del Consiglio

    Vincola la concessione degli aiuti all'effettivo imboschimento durante tutta la durata dell'impegno; non definisce il regime sanzionatorio, rimesso al diritto nazionale, e non osta a che lo Stato membro preveda decadenze per inadempimenti che compromettano l'obiettivo dell'aiuto

  • Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio

    La nozione di 'irregolarità' comprende anche violazioni del diritto nazionale applicabili alle operazioni sostenute da fondi UE; ai sensi degli articoli citati è legittimo che lo Stato membro richieda il rimborso degli importi indebitamente percepiti e adotti misure proporzionate per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione

  • D.M. Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste 28.12.1998 n. 494

    Prevede l'obbligo di mantenimento della copertura boschiva su almeno l'80% della superficie ammessa e disciplina la decadenza e la ripetizione delle somme; la Corte UE ha ritenuto compatibile con il diritto UE la previsione nazionale che comporta decadenza totale e rimborso integrale quando la superficie rimboschita è inferiore del 20%

  • Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea

    art. 267 (rinvio pregiudiziale)

    Consente ai giudici nazionali di deferire questioni alla Corte di Giustizia UE per interpretazione del diritto dell'Unione, come avvenuto nella causa

  • Codice di procedura civile

    art. 702-quater (ammissione documenti in appello), art. 360 c.p.c. (motivi di impugnazione)

    L'ammissione di documenti nuovi in appello era consentita e rilevante per la valutazione dell'esistenza del taglio anticipato; le censure procedurali del ricorrente sono state ritenute infondate o non pertinenti

Massime di principio

  • Le norme UE che istitutiscono aiuti settoriali possono lasciare allo Stato membro la regolamentazione delle procedure di controllo e delle sanzioni; quindi gli Stati possono prevedere regimi decadenziali e di recupero quando il beneficiario non mantiene le condizioni di ammissibilità
  • Una riduzione della prestazione contrattuale che comprometta l'obiettivo dell'aiuto (es. superficie rimboschita inferiore del 20%) può essere considerata 'irregolarità' ai sensi del Reg. 2988/95 e giustificare il rimborso integrale degli importi percepiti
  • Il principio di proporzionalità non impedisce sanzioni severe purché siano idonee, necessarie e commisurate all'obiettivo di tutela degli interessi finanziari dell'UE; soglie predeterminate (come l'80% di copertura) possono essere giudicate proporzionate
  • L'avverbio 'indebitamente' nella normativa di attuazione non esclude automaticamente il rimborso integrale se il mancato adempimento rende l'aiuto indebitamente concesso fin dall'origine, ossia quando l'inadempimento vanifica la finalità dell'aiuto
  • In controversie su aiuti UE il giudice nazionale può deferire questioni interpretative alla Corte di Giustizia; fino alla risposta della CJEU il giudice di merito deve applicare il diritto nazionale e, se necessario, sospendere o rimandare
  • Il beneficiario ha interesse a conservare l'impianto e a documentare eventuali cause di forza maggiore; le amministrazioni che chiedono il recupero devono fornire prova adeguata dell'irregolarità e della misura dell'inadempimento
  • In sede di appello l'ammissione di documenti nuovi può essere possibile e rilevante: la loro assunzione può essere determinante per accertare fatti sopravvenuti (es. taglio anticipato) e per valutare la legittimità del recupero

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