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Ordinanza

Ordinanza n. 2769/2026 - Roma, Sezione 5T

per l’annullamento dei seguenti atti di Roma Capitale: - avviso pubblico del 14.2.2025 “per l’affidamento di n. 31 concessioni di beni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale per finalità turistiche e ricreative”; - determinazione dirigenziale n. QC/462/2025 del 14.2.2025, prot. QC/2025/14486, di indizione del menzionato avviso pubblico per l’affidamento di n. 31 concessioni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale per finalità turistiche e ricreative per una durata pari a n. 1 (una) annualità (per gli esercizi di ristorazione) o stagione balneare (per le altre tipologie), con facoltà di riassegnare la concessione demaniale al medesimo operatore economico a condizioni tecniche ed economiche non peggiorative di quelle pattuite all’esito della procedura e per una durata massima di ulteriori n. 2 (due) annualità (per gli esercizi di ristorazione) o stagioni balneari (per le altre tipologie); - deliberazioni della Giunta capitolina n. 136/2024 del 26.4.2024, recante “indirizzi e criteri generali per la valorizzazione economica, sociale e paesaggistico-ambientale del Litorale di Roma”, e n. 44/2025 dell’11.2.2025, recante “integrazione” a detta delib. n. 136/24;

Giustizia amministrativa202502770

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: avviso pubblico e atti presupposti relativi all’affidamento di 31 concessioni demaniali marittime del litorale di Roma Capitale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L’impresa ha impugnato l’avviso pubblico del 14 febbraio 2025, la determinazione dirigenziale di indizione della procedura e le deliberazioni della Giunta capitolina recanti indirizzi e criteri per la valorizzazione del litorale. Dal testo dell’ordinanza risultano dedotti vizi riferiti alla natura dell’avviso e alla procedura di affidamento, ma non sono specificati i singoli motivi di legittimità. Nel corso del giudizio, la procedura ha avuto ulteriori sviluppi con la formazione di graduatorie relative ai lotti delle tipologie A, B e C. Il giudice ha quindi ritenuto necessario integrare il contraddittorio nei confronti degli operatori inseriti in tali graduatorie, qualificandoli come controinteressati sopravvenuti.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Considerata la natura dell’avviso impugnato, i vizi dedotti e gli sviluppi successivi della procedura, ha disposto l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli operatori inseriti nelle graduatorie di tutti i lotti delle tipologie A, B e C. Ha posto a carico della parte ricorrente l’onere di notificare il ricorso introduttivo entro il 26 febbraio 2026 e di depositare la prova delle notifiche entro il 10 marzo 2026. Ha fissato l’udienza pubblica del 12 maggio 2026 per la prosecuzione della trattazione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, gli sviluppi di una procedura amministrativa individuano soggetti direttamente incisi dall’eventuale accoglimento del ricorso, tali soggetti devono essere chiamati in giudizio quali controinteressati sopravvenuti mediante integrazione del contraddittorio.
  • L’integrazione del contraddittorio può essere disposta anche nei confronti di una pluralità di operatori individuati attraverso le graduatorie formate nell’ambito della procedura amministrativa impugnata, assegnando alla parte ricorrente un termine per le notifiche e per il deposito della relativa prova.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeIstruttoria processuale
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela del terzo

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