Cassazione Penale, Sentenza n. 10750/2025 del 18/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per Cassazione articolato su più questioni: (i) vizi di motivazione e valutazione probatoria rispetto alle imputazioni di bancarotta (capi E, F, G) per presunta carenza di prova circa il ruolo di amministratore di fatto nella Mao Car's s.r.l.s.; (ii) censura della qualificazione e della sussistenza del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 d.lgs. 74/2000 — capo A), con contestuale deduzione di assenza del dolo specifico e di mancata idoneità degli atti a rendere inefficace la riscossione coattiva; (iii) eccezione di concorso apparente di norme / principio di specialità (art. 15 c.p.) tra il reato tributario e i reati fallimentari (art. 223 r.d. 267/1942); (iv) contestazione della decorrenza della prescrizione del reato tributario; (v) censure sulla determinazione del trattamento sanzionatorio e delle pene accessorie; (vi) impugnazione delle misure di confisca (diretta ex art. 240 c.p. e per equivalente ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000), con richiesta di rideterminazione in presenza di concorso di persone e di proporzionalità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso nella gran parte dei motivi, confermando le condanne e le valutazioni di merito (responsabilità penale, calibratura delle pene e delle pene accessorie, decorrenza della prescrizione e motivazione sulle prove), ma ha accolto parzialmente le censure relative alla confisca per equivalente: ha disposto l'annullamento con rinvio limitatamente alla confisca per equivalente (art. 12-bis d.lgs. 74/2000) affinché sia riesaminata alla luce dei principi richiamati (in particolare rispetto alla misura della confisca nei casi di concorso di persone e all'individuazione della quota effettivamente conseguita dal singolo), mentre ha ritenuto fondata e adeguatamente motivata la confisca diretta ex art. 240 c.p. sugli importi ritenuti profitto delle distrazioni.
Norme richiamate
Delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: la Corte ha ritenuto che il reato si consumi con atti idonei a eludere la riscossione e che la consumazione possa protrarsi fino all'ultimo atto fraudolento; pertanto termini di prescrizione decorrono dall'ultimo atto idoneo a compromettere le ragioni esecutive dell'Erario.
art. 223 r.d. 267/1942 (comma 1 e comma 2, n.2)
Bancarotta fraudolenta (distrattiva, documentale) e bancarotta impropria per aver cagionato il fallimento mediante operazioni dolose: la Corte ha confermato che tali fattispecie possono coesistere con il reato tributario per la diversità della struttura e dei beni giuridici protetti.
Riferimento agli elementi costitutivi delle varie ipotesi di bancarotta; utilizzata nel confronto delle fattispecie di fallimento contestate.
Principio di specialità: la Corte ha richiamato l'interpretazione strutturale (confronto delle fattispecie astratte) e ha escluso che sussista specialità tale da assorbire il reato tributario nei reati fallimentari, ritenendoli in rapporto di specialità reciproca e quindi concorrenti.
Confisca diretta: applicata e adeguatamente motivata relativamente alle somme ritenute profitto delle distrazioni (conti correnti e rapporti di pertinenzialità).
Confisca per equivalente per reati tributari introdotta dal d.lgs. 158/2015: la Corte ha ritenuto applicabile la norma ma ha annullato e rinviato la misura nella parte in cui la confisca è stata disposta per l'intero importo dell'evasione senza corretta individuazione della quota spettante al singolo concorrente.
Sequestro preventivo e pertinenzialità: il Tribunale e la Corte d'appello hanno motivato il nesso tra somme sequestrate e profitto dei reati, giustificando il sequestro ai fini di confisca.
Norme sulla prescrizione: la Corte ha applicato il principio secondo cui, per il reato tributario, la prescrizione decorre dall'ultimo atto fraudolento, ritenendo sussistente una serie di atti nel tempo che prorogano la consumazione.
Regole sulla motivazione e contestazioni di fatto: richiamata nella valutazione dei limiti del sindacato di legittimità sulle questioni di merito e di prova.
Limiti di sindacato in Cassazione: la Corte ha ribadito l'inammissibilità di un riesame libero della prova salvo vizi di manifesta illogicità, omissione o contraddizione di evidente portata.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione sindaca limitatamente i profili di diritto e la presenza di vizi formali o di motivazione manifesta: non è sede per una diversa valutazione del merito probatorio, salvo che emergano omissioni, contraddizioni o illogicità manifeste.
- Il reato di sottrazione fraudolenta di cui all'art. 11 d.lgs. 74/2000 può avere consumazione protratta: i termini di prescrizione decorrono dall'ultimo atto fraudolento idoneo a compromettere l'azione esecutiva dell'Erario.
- Il criterio di specialità (art. 15 c.p.) va applicato con confronto strutturale tra fattispecie astratte; la mera sovrapposizione di interessi o di condotte non implica automaticamente assorbimento: reati tributari e fallimentari possono concorrere quando differiscono per struttura, soggetti e dolo.
- La confisca diretta richiede un nesso causale e di pertinenzialità tra il profitto e la condotta criminosa; la confisca per equivalente, specie in caso di concorso di persone, deve essere parametrata alla quota effettivamente conseguita dal singolo o, in mancanza di individuazione, rideterminata secondo criteri giuridicamente fondati (evitando confische automatiche dell'intero importo).
- Nelle impugnazioni in Cassazione è essenziale segnalare in modo puntuale eventuali omissioni del giudice d'appello: altrimenti le questioni non esaminate possono essere ritenute inedite e il ricorso dichiarato inammissibile.
- Le censure sulla determinazione della pena e sulle pene accessorie sono difficilmente accolte in Cassazione se la motivazione di merito è logica e conforme ai criteri di proporzionalità previsti dagli artt. 132 e 133 c.p.; la valutazione del bilanciamento tra aggravanti e attenuanti resta prerogativa del giudice di merito salvo manifesta illogicità.
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