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Sentenza

Sentenza del 17/04/2015 n. 7852 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza della CTR del Veneto, sostenendo che il pagamento tempestivo delle sole prime due rate non fosse sufficiente a perfezionare la definizione agevolata prevista dall'art. 9-bis della L. n. 289/2002 per i ritardati versamenti IVA relativi all'anno 1998. La Corte ha inoltre rilevato d'ufficio l'incompatibilità della disciplina del condono IVA con il diritto dell'Unione europea.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, cassato la sentenza della CTR e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originario della società. Ha affermato che l'art. 9-bis della L. n. 289/2002, nella parte in cui consente di evitare sanzioni relative a omessi o tardivi versamenti IVA, deve essere disapplicato per contrasto con la normativa unionale, come interpretata dalla Corte di giustizia UE. In ogni caso, la definizione agevolata avrebbe richiesto il pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate: il versamento della sola prima rata non sarebbe stato sufficiente. Le spese dei giudizi di merito sono state compensate, mentre la società è stata condannata a rimborsare all'Agenzia 2.300 euro per il giudizio di cassazione, oltre alle spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    Definizione degli omessi e tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute risultanti dalle dichiarazioni presentate.

    La disposizione è stata qualificata come condono clemenziale, subordinato all'integrale pagamento di quanto dovuto. Tuttavia, per la parte relativa all'IVA, deve essere disapplicata perché incompatibile con il diritto dell'Unione europea.

  • Sesta direttiva IVA 77/388/CEE, artt. 2 e 22

    Impone agli Stati membri di garantire l'accertamento e la riscossione effettiva dell'IVA. Sono incompatibili le misure nazionali che comportano una rinuncia generale o indiscriminata alla riscossione dell'imposta o delle relative sanzioni.

  • Trattato CE, art. 10

    Il principio di effettività impone al giudice nazionale di applicare d'ufficio il diritto dell'Unione e di disapplicare la normativa interna incompatibile, anche in assenza di specifiche deduzioni delle parti.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    È stata dedotta la violazione o falsa applicazione della legge, con riferimento all'errata interpretazione dell'art. 9-bis della L. n. 289/2002.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 36-bis

    Il richiamo serve a distinguere il condono clemenziale dell'art. 9-bis, nel quale l'importo dovuto è già determinato dalla dichiarazione integrativa e non richiede una nuova attività di liquidazione.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata prevede il pagamento rateale integrale dell'imposta e degli interessi, il mancato o tardivo pagamento anche di una rata successiva può impedire il perfezionamento della definizione; il pagamento della sola prima rata non è normalmente sufficiente.
  • Le disposizioni di condono sono eccezionali e non possono essere estese analogicamente da una fattispecie all'altra: eventuali norme che ammettono effetti favorevoli nonostante il pagamento non integrale devono essere applicate solo nei casi espressamente previsti.
  • In materia IVA, una disciplina nazionale che comporti una rinuncia generale o indiscriminata alla riscossione dell'imposta, degli interessi o delle sanzioni può essere disapplicata dal giudice se incompatibile con il diritto dell'Unione europea.
  • Il giudice nazionale può rilevare d'ufficio l'incompatibilità della normativa interna con il diritto dell'Unione, anche se le parti non l'hanno specificamente dedotta e anche nel giudizio di cassazione.
  • Per valutare una definizione agevolata occorre distinguere tra il perfezionamento formale dell'istanza e il perfezionamento sostanziale, che può dipendere dal rispetto puntuale di tutti i pagamenti e delle condizioni previste dalla legge.

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