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Sentenza

Sentenza n. 1976/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'istanza del 20/10/2025, avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 codice dei visti (Regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio); NONCHE' PER L'ACCERTAMENTO dell'obbligo delle Amministrazioni intimate di provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze; E PER LA CONDANNA delle stesse Amministrazioni intimate a provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze, entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, co. 3 c.p.a.

Giustizia amministrativa202513604

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio delle amministrazioni intimate sull'istanza del 20 ottobre 2025, avente a oggetto la richiesta di un appuntamento per presentare una domanda di visto d'ingresso per motivi di studio universitario ai sensi dell'art. 9 del codice dei visti di cui al regolamento (CE) n. 810/2009. Ha chiesto l'accertamento dell'obbligo delle amministrazioni di provvedere, la condanna a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato l'appuntamento richiesto, determinando l'attivazione del procedimento per il rilascio del visto. Tale circostanza ha soddisfatto la pretesa sostanziale azionata e, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., ha fatto venir meno l'interesse alla decisione sull'azione avverso il silenzio. Le spese sono state compensate in ragione del comportamento operoso dell'amministrazione; è stata tuttavia posta a carico dell'amministrazione la restituzione al ricorrente del contributo unificato, se versato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; la sopravvenuta attivazione del procedimento e il soddisfacimento della pretesa fanno venir meno la necessità della pronuncia.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente la declaratoria di cessazione della materia del contendere quando la pretesa del ricorrente risulta integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 9 regolamento (CE) n. 810/2009

    Richiamato quale base normativa della richiesta di appuntamento per la presentazione della domanda di visto.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento richiesto per l'attivazione del procedimento amministrativo soddisfa la pretesa azionata quando essa riguardi proprio l'avvio del procedimento, determinando la cessazione della materia del contendere.
  • Ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., quando l'amministrazione provvede nel corso del giudizio e realizza integralmente l'utilità sostanziale richiesta, il giudice deve dichiarare cessata la materia del contendere, anziché impartire un ordine di provvedere ormai privo di oggetto.
  • La condotta operosa dell'amministrazione, che provvede durante il giudizio rendendo soddisfatta la pretesa del ricorrente, può giustificare la compensazione delle spese, ferma restando la restituzione del contributo unificato a carico dell'amministrazione quando così disposto dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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