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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48058/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello che confermava la condanna per furto aggravato (artt. 110, 624, 625 nn. 2 e 5 c.p.) e revocava benefici. Il ricorrente deduceva: 1) mancata applicazione dell'estinzione del reato per condotte riparatorie ai sensi dell'art. 162-ter c.p. (avendo offerto 500 euro alla persona offesa) e mancata concessione di un termine per adempiere; 2) inesistenza della consapevolezza del furto e quindi del concorso rispetto al coimputato; 3) inesistenza delle aggravanti ex art. 625 nn. 2 e 5 c.p. (violenza sulla cosa e aver agito in numero di tre persone); 4) erronea esclusione della circostanza attenuante del danno di particolare tenuità e mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche; 5) ingiustificata revoca della sospensione condizionale della pena ed eccessiva entità della pena.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati tutti i motivi: ha confermato che l'offerta di risarcimento non era stata effettuata nella forma dell'"offerta reale" richiesta dall'art. 162-ter c.p. e che, al momento dell'offerta, il furto non era ancora procedibile a querela (prima dell'entrata in vigore della riforma), onde escludere l'estinzione. Ha ritenuto adeguata la valutazione del giudice di merito circa il concorso dell'imputato (fuga repentina, guida dell'auto), la sussistenza delle aggravanti (prove sulla chiusura dell'auto, rinvenimento di arnesi) e l'insussistenza del danno di speciale tenuità (anche per la sottrazione di documenti e carte di pagamento). Ha altresì ritenuto legittima la revoca della sospensione condizionale e congrua la determinazione della pena (1 anno e 2 mesi di reclusione e €450 di multa, con spese processuali). Conseguente condanna del ricorrente alle spese del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 162-ter cod. pen.

    L'estinzione del reato per condotte riparatorie richiede un'offerta reale nelle forme previste dalla norma e applicabilità solo se il reato è procedibile a querela; la mera proposta informale o non documentata non vale. Il termine per adempiere ex comma 2 può essere concesso solo se provata l'impossibilità non imputabile all'autore.

  • art. 624 cod. pen. comma 3 e d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 2, comma 1, lett. i))

    La riforma (c.d. "riforma Cartabia") ha modificato la procedibilità del furto aggravato rendendolo, salvo eccezioni, procedibile a querela; la disponibilità del beneficio di cui all'art.162-ter dipende dal momento in cui il delitto è divenuto procedibile a querela.

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato: la responsabilità concorrente può essere desunta anche da elementi di contesto (comportamento concordato, fuga, ruoli svolti).

  • art. 625 nn. 2 e 5 cod. pen.

    Aggravanti per l'uso di violenza sulla cosa (n.2) e per avere agito in più persone (n.5). Possono essere ritenute sulla base di dichiarazioni della vittima, riscontri materiali (arnesi) e dinamica dei fatti; non è necessario che ogni partecipante abbia compiuto materialmente ogni fase se emerge una fattiva collaborazione.

  • art. 1208 cod. civ.

    L'"offerta reale" (deposito o manifestazione in giudizio di disponibilità di somma) è la forma idonea per far valere la condotta riparatoria; essa può essere espletata anche in udienza (banco judicis) e deve essere documentabile.

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    La circostanza attenuante del danno di particolare tenuità richiede che il pregiudizio sia lievissimo non solo nel valore venale della cosa sottratta ma anche negli effetti pregiudizievoli (es. sottrazione di documenti o carte di pagamento nega spesso la tenuità).

  • art. 62-bis cod. pen.

    Le circostanze attenuanti generiche possono essere riconosciute in equivalenza rispetto alle aggravanti, ma la prevalenza o la prevalenza in senso opposto deve essere motivata; il giudice di merito ha discrezionalità valutativa purché logicamente motivata.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto la pena inflitta congrua e nei parametri non richiedendo una motivazione supplementare quando il quadro argomentativo complessivo giustifica la quantificazione.

Massime di principio

  • La dichiarazione di estinzione del reato per condotte riparatorie ex art.162-ter c.p. richiede che la condotta sia effettuata nella forma dell'"offerta reale" e che il reato sia procedibile a querela al momento dell'offerta; una proposta informale precedente alla modificazione della procedibilità non è idonea.
  • Per ottenere un termine ex art.162-ter, comma 2, è necessario provare l'impossibilità ad adempiere per cause non imputabili all'imputato; il breve intervallo temporale tra riforma e udienza non basta di per sé.
  • La valutazione del concorso e della colpevolezza è rimessa al giudice di merito: la Cassazione sindaca la motivazione solo se illogica o manifestamente inadeguata, non sostituisce la valutazione delle prove.
  • L'aggravante per violenza sulla cosa può essere riconosciuta anche sulla base della convincente dichiarazione della vittima (es. di aver chiuso l'auto) e di riscontri materiali (arnesi).
  • L'aggravante del numero di persone richiede una partecipazione effettiva alla fattispecie criminosa ma può essere desunta da elementi indiziari che evidenziano una collaborazione fattiva, anche se non tutti i presenti compiono atti materiali del reato.
  • La circostanza attenuante del danno di particolare tenuità va valutata considerando non solo il valore economico immediato ma anche il valore strumentale dei beni sottratti (es. documenti, carte) e gli ulteriori pregiudizi subiti dalla vittima.
  • In Cassazione non sono ammesse repliche generiche alle argomentazioni di merito già valutate: il ricorso deve confrontarsi criticamente con la motivazione impugnata, altrimenti è inammissibile o destinato a essere rigettato.

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