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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36064/2023 del 29/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato (o dichiarato inammissibile) le loro richieste di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo. Le censure contestano: mancanza, incongruità e apparente motivazione ai sensi degli artt. 321 e 125 c.p.p.; omessa motivazione sul periculum in mora (artt. 321, 324 e 125 c.p.p.); mancata considerazione della memoria difensiva depositata in udienza; errata declaratoria di inammissibilità della richiesta di riesame proposta da Nicola SANGERMANO quale legale rappresentante della società EDIL SANGERMANO GROUP S.r.l.

La decisione

La Corte (o il Collegio) ha dichiarato il ricorso in parte fondato: ha confermato la validità delle valutazioni sul piano della gravità indiziaria e delle finalità impeditive del sequestro con riguardo all'impresa (quindi ha ritenuto infondate le censure connesse alla natura mafiosa dell'impresa e al pericolo di protrazione/ aggravamento delle condotte), nonché ha ritenuto legittima la declaratoria di inammissibilità della richiesta di riesame proposta da Nicola SANGERMANO in veste di presunto legale rappresentante della società (per mancanza di procura speciale e per il fatto che la società era affidata all'amministratore giudiziario). Tuttavia ha annullato l'ordinanza impugnata con riferimento esclusivo al sequestro dei terreni agricoli intestati a Santa CORBISIERO, ritenendo che la motivazione del Tribunale sul punto fosse assolutamente insufficiente e meramente assertiva circa il nesso tra disponibilità dei terreni e il pericolo rilevante ex art. 321 c.p.p.; ha rinviato il procedimento al Tribunale del riesame di Napoli affinché, nel rispetto dei principi di motivazione, valuti nuovamente e espliciti le ragioni che giustificano il sequestro impeditivo dei terreni.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Disciplina il sequestro preventivo 'impeditivo' finalizzato ad evitare la protrazione o l'aggravamento degli effetti di reati; il giudice deve motivare il nesso logico tra la disponibilità del bene e il concreto pericolo di reiterazione o aggravamento delle condotte illecite

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Principio della motivazione del provvedimento: il provvedimento deve essere adeguatamente motivato e recepire le argomentazioni rilevanti formulate dalle parti, compresa la memoria difensiva

  • artt. 324 e 322 cod. proc. pen.

    Riferimenti procedurali relativi alla impugnazione e alla declaratoria di inammissibilità delle istanze: il riesame richiede il rispetto delle condizioni di ammissibilità e una motivazione che affronti i punti decisivi sollevati dalle parti

  • art. 61 cod. proc. pen.

    Richiama regole generali sull'azione e sugli interessi processuali rilevanti ai fini della legittimazione ad agire nel procedimento cautelare

  • art. 104 e 104-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Norme sull'affidamento dell'impresa all'amministrazione giudiziaria; l'affidamento trasferisce poteri rappresentativi e gestori all'amministratore giudiziario, incidendo sulla legittimazione ad agire del precedente rappresentante formale

  • art. 416-bis cod. pen. (e art. 416-bis.1 citato nel testo)

    Definizione e aggravamento per reati commessi per finalità e modalità proprie dell'associazione mafiosa; utilizzata per qualificare la natura dell'associazione e dei reati contestati ai membri del presunto clan

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, n. 6779 del 08/01/2019, Firriolo; Sez. 6, n. 15933 del 08/04/2015, Piccoli)

    Richiamate per consolidati principi: a) l'indagato non titolare formale del bene è legittimato a impugnare solo se vanti un interesse concreto alla restituzione (dissequestro); b) non è riconosciuta una rappresentanza 'di fatto' della società che sostituisca la rappresentanza formale quando questa sia stata sostituita dall'amministrazione giudiziaria o quando non sussista procura speciale

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo impeditivo ex art. 321 c.p.p. richiede una motivazione chiara e non meramente assertiva che colleghi la disponibilità del bene al concreto pericolo di reiterazione o aggravamento dei reati: senza questo nesso la misura è annullabile.
  • La gravità indiziaria valutata in precedenti provvedimenti cautelari produce effetti di preclusione sulle stesse questioni già giudicate con giudicato cautelare; le censure su tale elemento possono essere dichiarate inammissibili se il giudicato è formatosi.
  • La legittimazione a proporre il riesame per i beni societari spetta al soggetto che abbia la rappresentanza formale dell'ente; l'indagato socio non può validamente sostituirsi agli organi sociali o all'amministratore giudiziario senza procura speciale o titolo formale.
  • L'affidamento dell'impresa all'amministratore giudiziario (artt. 104 e 104-bis disp. att.) trasferisce i poteri gestori e rappresentativi, rendendo inefficace una pretesa rappresentanza 'di fatto' da parte dell'ex rappresentante.
  • Quando il bene formalmente intestato a un terzo (es. coniuge) è ritenuto nella sostanza proprietà di altro soggetto, la contestazione difensiva deve comunque affrontare specificamente e con prove la questione della titolarità sostanziale e della sproporzione patrimoniale per incidere sull'ammissibilità e fondatezza del sequestro.
  • Le memorie e le argomentazioni nuove depositate in fase di giudizio devono essere affrontate esplicitamente nella motivazione del provvedimento che dispone il sequestro; l'omessa valutazione può portare all'annullamento della misura limitatamente alle parti non adeguatamente motivate.
  • In situazioni analoghe, per ottenere l'annullamento del sequestro su beni immobili legati ad attività apparentemente lecite (es. terreni agricoli), la difesa deve dimostrare l'insussistenza del nesso logico-probatorio tra disponibilità dei beni e rafforzamento/finanziamento dell'organizzazione criminosa, oppure evidenziare mancanze nella motivazione del giudice.

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