Sentenza n. 3685/2026 - Roma, Sezione 1T
Per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio - diniego dell'Amministrazione formatosi in ordine all’ istanza di accesso ai documenti amministrativi ai sensi della Legge n. 241/1990 e ss.mm. e ii., inviata dallo scrivente difensore, nell'interesse del Sig. Mohamed Abdelhnan Abdelgalil ELSMRAWY, a mezzo posta elettronica certificata, in data 30.10.2025, con la quale si chiedeva di accedere, mediante visione ed estrazione di copie, a tutti gli atti e documenti inerenti il procedimento relativo al Nulla osta al lavoro subordinato, ai sensi dell'art. 22 del D.Lgs. n. 286/1998 e dall'art. 31 del D.P.R. n. 394/1999 e successive modifiche e integrazioni - Prot. n. P-RM/L/Q/2022/101488, richiesto dalla Sig.ra Raluca Cornelia Rusu in data 27.01.2022, e rilasciato in favore del Sig. Mohamed Abdelhnan Abdelgalil Elsmrawy il 26.07.2022; nonché per la condanna della stessa Amministrazione a provvedere in ordine alla predetta richiesta di accesso ai documenti amministravi ex Legge n. 241/1990 e ss.mm. e ii., consentendo l'accesso, mediante visione ed estrazione di copie, della documentazione richiesta allo Sportello Unico per l'Immigrazione di Roma.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-diniego formatosi sull'istanza di accesso agli atti del procedimento relativo al nulla osta al lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione resistente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso documentale presentata il 30 ottobre 2025, ai sensi della legge n. 241/1990, avente a oggetto tutti gli atti e documenti relativi al procedimento per il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, richiesto il 27 gennaio 2022 e rilasciato il 26 luglio 2022. Ha inoltre chiesto la condanna dell’Amministrazione a consentire la visione e l’estrazione di copia della documentazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Roma.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Nel corso del giudizio, infatti, la Prefettura di Roma ha comunicato di avere rilasciato gli atti richiesti in favore del datore di lavoro e del ricorrente lavoratore. L’adozione del provvedimento satisfattivo ha fatto venir meno l’interesse del ricorrente alla decisione sulla domanda relativa al silenzio. Le spese di giudizio sono state compensate per giusti motivi, in ragione della definizione in rito della controversia.
Norme richiamate
art. 22 l. 241/1990
Base normativa dell’istanza di accesso documentale proposta dal ricorrente.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal TAR nel definire il giudizio in rito a seguito della sopravvenuta carenza di interesse.
art. 22 d.lgs. 286/1998
Individua il procedimento amministrativo relativo al nulla osta al lavoro subordinato, i cui atti sono stati oggetto della richiesta di accesso.
art. 31 d.P.R. 394/1999
Richiamato quale disciplina del procedimento relativo al nulla osta al lavoro subordinato.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio instaurato contro il silenzio dell’amministrazione su un’istanza di accesso, l’amministrazione rilascia gli atti richiesti, viene meno l’interesse attuale alla decisione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
- La sopravvenuta soddisfazione della pretesa di accesso consente la definizione in rito del giudizio, senza necessità di accertare nel merito l’illegittimità del precedente silenzio-diniego.
- In caso di definizione del giudizio di accesso per sopravvenuta carenza di interesse determinata dal rilascio degli atti durante il processo, le spese possono essere compensate ove sussistano giusti motivi legati alla definizione in rito della controversia.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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