Sentenza del 18/04/2016 n. 1015 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Accertamento - IRES - reddito società - autonomia - reddito di partecipazione non dichiarato dai soci - è tale. IRPEF - Accertamento - presunzioni semplici - gravità, precisione e concordanza - non sussistono - indagini bancarie - non sussiste - dichiarazioni di terzi - non sussiste - illegittimità - consegue.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa fiscale nei confronti del socio è stata ritenuta illegittima e l’accertamento è stato annullato, poiché l’accertamento del maggior reddito societario non può essere automaticamente imputato ai singoli soci. L’accertamento verso il socio è autonomo e deve essere specificamente motivato e adeguatamente provato.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L’Amministrazione aveva attribuito automaticamente al socio, in proporzione alla sua partecipazione, il maggior reddito accertato nei confronti della società di capitali. L’accertamento personale era stato fondato su presunzioni semplici non dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, senza una adeguata attività istruttoria, come indagini bancarie o altri elementi idonei a dimostrare che il maggior reddito societario fosse stato effettivamente distribuito al socio. Le eventuali dichiarazioni di terzi, inoltre, non erano sufficienti a colmare tale carenza probatoria.
Norme richiamate
Articolo 2729 del Codice civile
Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice, il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti.
Le presunzioni semplici possono fondare l’accertamento solo quando gli elementi utilizzati siano complessivamente gravi, precisi e concordanti. Un’imputazione meramente automatica o basata su elementi generici non soddisfa tale requisito.
Principi in materia di autonomia dell’accertamento del reddito societario e del reddito del socio
L’accertamento del maggior reddito in capo alla società e quello del reddito di partecipazione attribuito al socio sono autonomi. Il secondo non può derivare automaticamente dal primo, ma richiede una propria motivazione e una specifica prova della riferibilità del reddito al socio.
Obbligo di motivazione degli atti tributari
L’atto impositivo deve indicare in modo comprensibile gli elementi di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa. Nei confronti del socio, l’Amministrazione deve spiegare perché il maggior reddito societario sarebbe stato distribuito o comunque conseguito personalmente dal contribuente.
Massime di principio
- Il maggior reddito accertato a una società non può essere automaticamente trasferito ai soci senza un autonomo accertamento individuale.
- L’Amministrazione deve dimostrare, anche mediante presunzioni, che il reddito societario sia stato effettivamente distribuito o percepito dal socio.
- Le presunzioni devono essere gravi, precise e concordanti; elementi generici, dichiarazioni non adeguatamente riscontrate o la sola qualità di socio possono non essere sufficienti.
- L’assenza di una minima attività istruttoria, come verifiche bancarie o altri riscontri documentali, può rendere illegittimo l’accertamento personale del socio.
- La validità dell’accertamento societario non garantisce automaticamente la validità dell’accertamento emesso nei confronti dei singoli soci.
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