Sentenza n. 6784/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata n. 00296/2023, resa tra le parti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Basilicata n. 296/2023, relativa alla legittimità di un vincolo paesaggistico
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società privata ha proposto appello contro la sentenza del TAR Basilicata. Nel corso del giudizio d'appello ha dichiarato espressamente di non avere più interesse alla decisione. Dagli atti risulta inoltre che era stata disposta una verificazione, la quale aveva evidenziato l'infondatezza delle censure riguardanti la legittimità del vincolo paesaggistico.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, in ragione della dichiarazione espressa dell'appellante. Ha compensato tra le parti le spese del giudizio d'appello per la peculiarità della vicenda. Ha liquidato in complessivi euro 90.000,00, al netto degli accessori, le spese della verificazione svolta cumulativamente in undici cause rilevanti ai fini della ripartizione, ponendo a carico della società privata la quota di euro 8.182,00 oltre accessori di legge, anche in considerazione dell'esito della verificazione sulle censure relative al vincolo paesaggistico.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta perdita di interesse, dichiarata espressamente dalla parte appellante, impone la declaratoria di improcedibilità dell'appello.
art. 38 c.p.a.
Richiamato nel quadro delle disposizioni processuali applicate dal giudice.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice unitamente alle disposizioni applicate per la definizione del giudizio.
art. 2 D.M. 30 maggio 2022
Utilizzato quale criterio per ritenere congruo l'importo delle spese di verificazione in relazione al valore della causa e all'attività svolta.
Massime di principio
- La dichiarazione espressa dell’appellante di non avere più interesse alla decisione determina l’improcedibilità dell’appello per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando una verificazione è svolta cumulativamente per più giudizi riuniti o connessi, il compenso del verificatore può essere ripartito tra le singole cause secondo il criterio numerico ritenuto congruo dal giudice, tenendo conto dell’attività effettivamente svolta e del valore delle controversie.
- La compensazione delle spese processuali può essere disposta in presenza di peculiarità della vicenda, anche quando il giudizio si conclude per improcedibilità.
- Le spese della verificazione possono essere poste a carico della parte privata quando l’attività istruttoria abbia evidenziato l’infondatezza delle sue censure sostanziali.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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