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Sentenza

Sentenza del 21/11/2018 n. 30035 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Puglia che aveva ritenuto deducibili e detraibili diversi costi contestati per l’anno d’imposta 2004: Euro 750.000 per servizi asseritamente appaltati a una società consociata, costi per carburanti e interessi passivi su finanziamenti bancari. L’Agenzia ha denunciato la violazione delle norme sull’onere della prova, sulla competenza e documentazione dei costi, sulla scheda carburante e sulla deducibilità degli interessi passivi, nonché vizi di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto integralmente il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, ritenendo errata la decisione della CTR. Quanto ai costi per servizi, ha stabilito che il contribuente deve provare l’esistenza, l’importo, la ragione, l’inerenza, la certezza, la determinabilità e la coerenza economica della spesa; la sola contabilizzazione, le fatture tardive, i rapportini e la registrazione dei ricavi presso la società fornitrice non sono automaticamente sufficienti. Per i costi di carburante, ha ribadito la necessità di schede carburante conformi al modello normativo e complete delle annotazioni prescritte. Quanto agli interessi passivi, ha precisato che essi sono generalmente deducibili senza uno specifico giudizio di inerenza, ma nei limiti e secondo le modalità previste dalla disciplina applicabile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Puglia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR), art. 109

    Il contribuente deve provare l’esistenza, l’inerenza e, ove contestata, la coerenza economica dei costi deducibili.

    La corretta imputazione temporale del costo secondo il principio di competenza non è sufficiente: il contribuente deve dimostrare anche l’effettività, l’importo, la causale, la certezza e la determinabilità della spesa mediante documentazione idonea.

  • Codice civile, art. 2697

    L’onere della prova dei fatti costitutivi del diritto alla deduzione grava sul contribuente che invoca tale diritto.

    In caso di contestazione dell’Amministrazione finanziaria, spetta al contribuente fornire gli elementi probatori necessari a dimostrare la deducibilità del costo; non è l’Ufficio a dover dimostrare preventivamente ogni possibile discrepanza della documentazione.

  • Direttiva 2006/112/CE, art. 226, punti 6 e 7

    La fattura deve indicare l’entità e la natura dei servizi forniti e la data in cui la prestazione è effettuata o ultimata.

    Per la detrazione dell’Iva, la documentazione deve consentire di identificare concretamente natura, quantità e momento della prestazione. Possono essere utilizzati anche elementi integrativi o succedanei rispetto alla fattura, ma il contribuente deve dimostrare il rispetto delle condizioni sostanziali.

  • D.P.R. n. 444 del 1997, artt. 1 e 2

    La deducibilità dei costi per carburante e la detraibilità della relativa Iva sono subordinate alla tenuta di una scheda carburante conforme al modello previsto e completa delle annotazioni prescritte.

    La mancata o irregolare compilazione della scheda carburante non costituisce una mera irregolarità formale, ma può impedire di verificare l’inerenza del costo all’attività d’impresa e comportare indeducibilità e indetraibilità dell’Iva.

  • D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR), art. 75, comma 5, testo applicabile ratione temporis

    Gli interessi passivi sono oneri generati dalla funzione finanziaria e non devono necessariamente essere riferiti a una specifica gestione aziendale.

    Gli interessi passivi non sono soggetti, in via generale, a un autonomo giudizio di inerenza analogo a quello previsto per gli altri costi; la loro deducibilità deve essere verificata secondo i limiti e le modalità della disciplina specifica.

  • D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR), art. 63, testo applicabile ratione temporis

    La deducibilità degli interessi passivi è soggetta ai limiti e alle modalità di calcolo previsti dalla norma.

    Anche se gli interessi passivi sono generalmente deducibili, occorre verificare il rispetto dei limiti quantitativi e delle condizioni stabilite dalla disciplina applicabile al periodo d’imposta.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5

    Il ricorso per cassazione può essere proposto per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e per omesso, insufficiente o contraddittorio esame di fatti decisivi, nei limiti consentiti.

    La Corte di cassazione può cassare la decisione di merito quando il giudice abbia applicato erroneamente le norme oppure abbia motivato in modo logicamente o giuridicamente insufficiente su questioni decisive.

Massime di principio

  • La deduzione di un costo richiede più della sua registrazione contabile: occorre una documentazione idonea a dimostrarne effettività, importo, causale, inerenza, certezza, determinabilità e coerenza economica.
  • Quando la spesa riguarda operazioni infragruppo o con società consociate, la documentazione deve essere particolarmente puntuale; rapportini interni, listini e fatture emesse tardivamente possono essere valutati, ma non sono automaticamente decisivi.
  • Per la detrazione dell’Iva, la fattura deve consentire di individuare natura, quantità e data del servizio. Documenti integrativi possono colmare alcune carenze, ma l’onere di fornire la prova resta a carico del contribuente.
  • Per i carburanti, il pagamento tracciabile o l’indicazione del veicolo non sostituiscono necessariamente gli adempimenti documentali prescritti dalla disciplina applicabile, inclusa la corretta compilazione della scheda carburante.
  • Gli interessi passivi bancari devono essere valutati secondo la disciplina specifica prevista dal TUIR e nei relativi limiti; non è corretto escluderli soltanto perché non direttamente collegati a uno specifico ricavo o perché l’impresa ha concesso finanziamenti infruttiferi.
  • In sede di rinvio, il giudice di merito deve riesaminare concretamente tutta la documentazione e applicare la corretta distribuzione dell’onere della prova, senza confondere il principio di competenza con la prova dell’effettiva deducibilità del costo.

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