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Sentenza

Sentenza del 21/11/2018 n. 317 - Comm. Trib. Prov. Cuneo

Esenzione su immobili concessi in comodato d'uso gratuito da ente non commerciale ad altro ente non commerciale appartenente alla medesima struttura

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la debenza dell’IMU sugli immobili concessi gratuitamente a un ente non commerciale collegato, utilizzati per lo svolgimento di attività istituzionali e meritevoli. Ha sostenuto che ricorressero i requisiti dell’esenzione prevista per gli enti non commerciali, che lo statuto fosse stato aggiornato entro il termine previsto e che tale termine avesse natura ordinatoria, non perentoria. Ha inoltre dedotto che il comodatario, non essendo titolare di un diritto reale, non fosse soggetto passivo IMU e che il comodante non potesse essere tassato perché il comodato non gli attribuiva una concreta capacità contributiva.

La decisione

La sentenza ha riconosciuto l’esenzione IMU. È stato ritenuto irrilevante, ai fini dell’imposta, il mancato possesso qualificato dell’immobile da parte dell’ente utilizzatore, in quanto il comodato non trasferisce la soggettività passiva prevista per l’IMU. Il termine per l’adeguamento statutario previsto dal D.M. 200/2012 è stato considerato ordinatorio. Di conseguenza, è stata disapplicata la disciplina regolamentare comunale incompatibile con il regime di esenzione e la pretesa impositiva è stata respinta.

Norme richiamate

  • Art. 73, comma 1, lettera c), TUIR

    La norma individua gli enti non commerciali, ai quali può applicarsi il regime agevolativo IMU quando gli immobili sono destinati allo svolgimento di attività istituzionali non commerciali.

  • D.M. 19 novembre 2012, n. 200

    Il termine per l’adeguamento dello statuto e per la dichiarazione del possesso dei requisiti per l’esenzione è stato interpretato come ordinatorio e non perentorio; il suo mancato rispetto non determina automaticamente la perdita del beneficio quando i requisiti sostanziali risultano comunque presenti.

  • Risoluzione MEF n. 4 del 4 marzo 2013

    Le indicazioni secondo cui l’ente utilizzatore deve possedere l’immobile per beneficiare dell’esenzione non sono state ritenute applicabili all’IMU nella fattispecie del comodato tra enti non commerciali appartenenti alla stessa struttura.

  • Regolamento comunale IMU

    Il regolamento comunale non può introdurre o applicare condizioni incompatibili con la disciplina legislativa dell’esenzione IMU; pertanto, la disposizione regolamentare contrastante è stata disapplicata.

Massime di principio

  • L’esenzione IMU per gli enti non commerciali può operare anche quando l’immobile è concesso in comodato a un altro ente non commerciale collegato, se l’immobile è concretamente destinato ad attività istituzionali e non commerciali.
  • Il comodatario non diventa soggetto passivo IMU per il solo fatto di utilizzare l’immobile, perché il comodato non trasferisce un diritto reale; il soggetto passivo ordinario resta il titolare del diritto reale, salvo specifiche disposizioni di legge.
  • La verifica deve concentrarsi soprattutto sui requisiti sostanziali: natura non commerciale degli enti, collegamento tra le strutture, destinazione effettiva dell’immobile e svolgimento di attività istituzionali meritevoli.
  • Gli adempimenti statutari e dichiarativi sono rilevanti, ma un termine qualificato come ordinatorio non comporta automaticamente la decadenza dall’esenzione se i requisiti sostanziali esistevano e sono adeguatamente documentati.
  • I regolamenti comunali devono essere interpretati in conformità alla normativa statale sull’IMU e non possono escludere l’esenzione sulla sola base dell’assenza di un possesso qualificato da parte dell’ente utilizzatore, quando il rapporto è un comodato.

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