Sentenza n. 2744/2026 - Napoli, Sezione 6
per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio formatosi sull'istanza volta alla formalizzazione della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno in data 25.03.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno presentata il 25 marzo 2025
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il silenzio della Questura di Napoli, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia e l'ordine di concludere il procedimento relativo alla domanda di rinnovo del permesso di soggiorno. Ha dedotto che il procedimento non era stato definito entro il termine di sessanta giorni previsto dall'art. 5, comma 9, d.lgs. n. 286/1998. L'amministrazione ha sostenuto l'infondatezza del ricorso, affermando di non essere rimasta inerte: aveva svolto accertamenti presso la polizia municipale, dai quali era emerso che il richiedente risultava senza fissa dimora e residente a un indirizzo virtuale, e aveva comunicato il preavviso di diniego il 25 febbraio 2026. Secondo la Questura, il preavviso avrebbe interrotto il termine procedimentale, destinato a ricominciare dopo la presentazione delle osservazioni, depositate dal ricorrente il 10 aprile 2026.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda relativa al silenzio-inadempimento. Ha ritenuto che, sebbene l'amministrazione non fosse rimasta totalmente inattiva e avesse svolto attività istruttoria e comunicato il preavviso di diniego, il termine di sessanta giorni per la definizione del procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno era comunque ampiamente scaduto senza l'adozione del provvedimento conclusivo. Ha quindi ordinato alla Questura di Napoli di definire il procedimento entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza. La decisione sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato è stata rinviata a una successiva camera di consiglio; le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
art. 5, comma 9, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
la legge fissa in sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza [il termine per la definizione del procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno]
Il termine di sessanta giorni decorre dalla presentazione dell'istanza di rinnovo e, una volta scaduto senza l'adozione del provvedimento conclusivo, consente di accertare l'illegittimità del silenzio dell'amministrazione.
art. 10-bis l. 7 agosto 1990, n. 241
Il preavviso di diniego è stato comunicato dall'amministrazione nel corso dell'istruttoria, ma la sua adozione non ha impedito al giudice di rilevare che il termine per la definizione del procedimento era già ampiamente scaduto.
Massime di principio
- Nel procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno, il termine di sessanta giorni previsto dall'art. 5, comma 9, d.lgs. n. 286/1998 decorre dalla presentazione dell'istanza e impone all'amministrazione di adottare un provvedimento conclusivo entro tale termine.
- Lo svolgimento di attività istruttoria e la comunicazione del preavviso di diniego non escludono l'illegittimità del silenzio quando, al momento della proposizione dell'azione, il termine legale per la conclusione del procedimento sia già ampiamente decorso senza l'adozione del provvedimento finale.
- In presenza di silenzio illegittimo sulla domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, il giudice amministrativo può ordinare alla Questura di concludere il procedimento entro un termine fissato nella sentenza.
Come è indicizzato
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