L.R. Lombardia 3/2012
Disposizioni in materia di artigianato e commercio e attuazioni della Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno. Modifiche alle leggi regionali 30 aprile 2009, n. 8 (Disciplina della vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato nei locali dell'azienda)(1) e 2 febbraio 2010, n. 6 (Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere)(2)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale lombarda adegua la disciplina di artigianato, commercio, estetista e acconciatore alla direttiva 2006/123/CE, introducendo regole su SCIA, comunicazioni, controlli e sanzioni. Prevede inoltre norme transitorie e di coordinamento per il commercio su aree pubbliche, con alcuni articoli oggi abrogati o sostituiti e diverse disposizioni non più attuali.
Disposizioni su artigianato, commercio, estetista e acconciatore in attuazione della direttiva servizi UE
Disposizioni regionali su artigianato, commercio e servizi alla persona
La legge regionale della Lombardia adegua la disciplina di alcuni settori economici alla direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno. L’intervento riguarda soprattutto attività artigiane, commercio, estetista, acconciatore, tintolavanderia e centri massaggi di esclusivo benessere, con regole procedurali, requisiti, controlli e norme transitorie.
Finalità e principi generali
La legge persegue l’obiettivo di uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche nel territorio regionale, garantendo libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi. La Regione si impegna inoltre a collaborare con le autorità degli altri Stati membri dell’Unione europea mediante gli strumenti di cooperazione amministrativa previsti dalla direttiva.
Attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia
L’esercizio delle attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia è subordinato al possesso dei requisiti previsti dalle rispettive leggi statali di settore e al rispetto della disciplina regionale e dei regolamenti comunali. Per ciascuna attività è prevista la presentazione della SCIA al SUAP del comune competente; subingresso e cessazione sono soggetti a comunicazione.
Regolamentazione regionale e controlli per estetista, acconciatore e tintolavanderia
La Regione disciplina con regolamento le funzioni amministrative e le modalità di esercizio di tali attività, nel rispetto dei principi delle leggi statali di riferimento. In caso di inosservanza del regolamento regionale, il comune può sospendere temporaneamente l’attività per un massimo di 20 giorni e, in caso di reiterazione, vietarne la prosecuzione.
Centri massaggi di esclusivo benessere
Il centro massaggi di esclusivo benessere è qualificato come centro aperto al pubblico, con postazioni di massaggio e senza macchinari estetici, i cui trattamenti non hanno finalità estetica. L’apertura è soggetta a SCIA al SUAP; se la SCIA è contestuale alla comunicazione unica, viene presentata tramite il registro delle imprese, che la trasmette al SUAP.
Requisiti per i centri massaggi e obblighi per soggetti stranieri
La SCIA deve contenere la dichiarazione di rispetto delle norme igienico-sanitarie, edilizie e di sicurezza sul lavoro. Per cittadini di Paesi non europei e dell’UE, il soggetto che esercita effettivamente l’attività deve attestare la conoscenza della lingua italiana almeno al livello B1 oppure il possesso di un titolo di studio conseguito presso una scuola italiana legalmente riconosciuta; in mancanza, il requisito va acquisito entro sei mesi.
Sanzioni e disciplina dei centri massaggi
Per carenza dei requisiti, mancato rispetto del regolamento regionale o mancata SCIA sono previste sanzioni pecuniarie da 5.000 a 15.000 euro, raddoppiate in caso di recidiva per alcuni illeciti, oltre al divieto di prosecuzione dell’attività nei casi più gravi. I comuni definiscono anche gli orari di apertura ed esercizio. Sono previste norme transitorie per gli operatori già attivi alla data di entrata in vigore delle disposizioni di semplificazione 2016 e della successiva revisione normativa 2024.
Commercio su aree pubbliche e concessioni dei posteggi
Per il commercio su aree pubbliche sono previsti criteri di rilascio e rinnovo delle concessioni dei posteggi da definire in sede di Conferenza unificata, con disposizioni transitorie anche per le concessioni già in essere o prorogate. Fino all’approvazione dei criteri, le concessioni già esistenti restano valide fino a scadenza, quelle in scadenza sono prorogate secondo la normativa regionale, le nuove concessioni seguono la disciplina vigente e il rilascio o rinnovo può essere subordinato all’avvenuto pagamento di sanzioni definitive dovute al comune.
Attestazione degli adempimenti contributivi per il requisito professionale
Ai fini del riconoscimento del requisito professionale in materia di commercio e somministrazione, l’attività svolta deve risultare non solo dall’iscrizione all’INPS, ma anche dall’attestazione degli adempimenti contributivi minimi previsti dalla previdenza sociale nazionale.
Disposizioni finali, adeguamenti e decorrenza
La Regione Lombardia deve adeguare i propri atti di programmazione, indirizzi e obiettivi nel termine di 120 giorni dall’entrata in vigore; i comuni devono adeguare gli strumenti urbanistici entro 180 giorni, mentre gli enti locali devono aggiornare la normativa interna ove necessario. La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale regionale.
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