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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20757/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

L'interessato, tramite difensore, ha impugnato l'ordinanza del tribunale che aveva negato l'applicazione del vincolo della continuazione tra reati definiti con quattro diverse sentenze. In concreto, il giudice di merito aveva escluso la continuazione tra, da un lato, reati di violenza o resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento commessi il 5 aprile 2019 all'interno del carcere e, dall'altro, reati di traffico di stupefacenti già unificati tra loro; inoltre aveva escluso la continuazione anche per un reato di false attestazioni o dichiarazioni rese a un pubblico ufficiale commesso il 16 febbraio 2021, valorizzando la non omogeneità, la distanza spazio-temporale e l'occasionalità dei fatti. Il ricorrente ha dedotto vizio di motivazione, sostenendo che i fatti del 5 aprile 2019 erano collegati al traffico di droga e di cellulari nel medesimo istituto penitenziario, come emerso dalle dichiarazioni di un collaboratore, e che sussistevano indici di unicità di disegno criminoso, spazio, tempo e finalità.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e lo ha dichiarato inammissibile. Ha confermato la correttezza della motivazione dell'ordinanza impugnata, ritenendo logicamente apprezzata l'eterogeneità dei reati del 5 aprile 2019 rispetto al traffico di stupefacenti e la loro natura occasionale ed estemporanea, non preordinata sin dall'origine, così da escludere l'unicità del disegno criminoso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • artt. 336 c.p.

    richiamato come uno dei reati per i quali si chiedeva la continuazione, valutato come eterogeneo rispetto al traffico di stupefacenti

  • artt. 337 c.p.

    richiamato come uno dei reati per i quali si chiedeva la continuazione, valutato come eterogeneo rispetto al traffico di stupefacenti

  • art. 635 c.p.

    richiamato come reato di danneggiamento posto in continuzione richiesta, ritenuto occasionale ed estemporaneo rispetto agli altri fatti

  • art. 391-ter c.p.

    richiamato come ulteriore reato per il quale era stata negata la continuazione per non omogeneità e distanza spazio-temporale

  • art. 81 c.p.

    istituto della continuazione oggetto della richiesta difensiva, escluso per difetto di unicità del disegno criminoso

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile

Massime di principio

  • La continuazione tra reati richiede un vincolo originario di programma criminoso; non basta la mera connessione occasionale tra fatti commessi nel medesimo contesto o nel medesimo luogo.
  • La mera contiguità spazio-temporale o la riferibilità dei fatti a un contesto criminoso comune non sono sufficienti se le ulteriori condotte risultano decise solo in seguito a problemi sorti nello svolgimento dell'attività delittuosa principale.
  • È logicamente congrua la decisione che esclude la continuazione quando i reati successivi appaiono reazioni estemporanee a circostanze sopravvenute, perché ciò denota assenza di preordinazione anche nelle linee generali.
  • In sede di legittimità, la censura sul diniego della continuazione è infondata se la motivazione del giudice di merito è completa, non apparente e non contraddittoria nel valorizzare l'eterogeneità dei fatti e la loro occasionalità.
  • L'ammissibilità della doglianza sul disegno criminoso non può fondarsi su una ricostruzione alternativa dei fatti se il provvedimento impugnato ha già esaminato in modo coerente gli indici sintomatici rilevanti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazioneNullità processuale

Testo integrale

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