Sentenza n. 646/2026 - Brescia, Sezione 2
per l'annullamento della comunicazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Direzione generale per le strade e le autostrade, l’alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali del 6.2.2024 prot. n. 3632 avente ad oggetto: “Gestione del rapporto concessorio. Pedaggiamento della tratta Ospitaletto – Montichiari”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: comunicazione ministeriale che subordinava l'adeguamento tariffario delle tratte autostradali in concessione all'autorizzazione del concedente mediante decreto del MIT di concerto con il MEF
Esito
Favorevole al resistente (ministero concedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società concessionaria ha impugnato la comunicazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 febbraio 2024, avente a oggetto la gestione del rapporto concessorio e il pedaggiamento della tratta Ospitaletto-Montichiari, chiedendone l'annullamento. La comunicazione subordinava l'adeguamento tariffario delle tratte autostradali assentite in concessione all'autorizzazione del concedente, da adottarsi con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze. Nel corso del giudizio, il Ministero ha autorizzato, con decorrenza dal 1° marzo 2026, il pedaggiamento del raccordo autostradale mediante il sistema Free Flow. La ricorrente ha quindi sostenuto di avere ottenuto integralmente il bene della vita perseguito e ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Ha escluso la cessazione della materia del contendere, rilevando che essa presuppone il pieno soddisfacimento della pretesa azionata per fatto dell'Amministrazione, il riconoscimento della fondatezza della domanda e la coincidenza tra quanto richiesto in giudizio e quanto ottenuto in via amministrativa. Nel caso concreto, la domanda aveva a oggetto l'annullamento della comunicazione che subordinava l'adeguamento tariffario al decreto ministeriale concertato MIT-MEF, mentre il risultato sopravvenuto consisteva nell'adozione di un decreto del MIT autorizzativo del pedaggiamento e dell'adeguamento tariffario. Pur non coincidendo con la pretesa azionata, il provvedimento sopravvenuto ha soddisfatto l'interesse sostanziale della ricorrente secondo il nuovo assetto dei rapporti con l'Amministrazione; pertanto, un eventuale accoglimento del ricorso non avrebbe più prodotto alcuna utilità concreta. È stata quindi meno la condizione dell'azione rappresentata dall'interesse a ricorrere. Le spese di lite sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
Ai fini della pronuncia di merito prevista all’art. 34, comma 5, c.p.a.
La cessazione della materia del contendere presuppone il pieno soddisfacimento, per fatto dell'Amministrazione, della pretesa azionata, il riconoscimento della sua fondatezza e il conseguimento del bene della vita in coincidenza con quanto richiesto in giudizio.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere richiede la piena e integrale soddisfazione della pretesa azionata, il riconoscimento della fondatezza della domanda e la coincidenza tra il bene della vita richiesto nel processo e quello conseguito per effetto dell'attività amministrativa sopravvenuta.
- Quando il provvedimento sopravvenuto non coincide con la pretesa dedotta in giudizio, ma soddisfa comunque l'interesse sostanziale del ricorrente in modo tale che l'eventuale accoglimento non arrecherebbe più alcuna utilità concreta, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non già per cessazione della materia del contendere.
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