Cassazione Penale, Sentenza n. 19367/2023 del 08/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta impropria. Antonio Rotondo deduce vizi di motivazione e travisamento probatorio, contestando l'attribuzione del ruolo di "concorrente extraneus" nella distrazione di risorse e l'erronea applicazione delle norme fallimentari; sostiene che la sua attività fosse limitata a un apporto professionale e contabile e che le rettifiche di bilancio rispondessero a criticità pregresse. Darjia Starcevic contesta di essere stata qualificata amministratrice di fatto senza adeguata motivazione, chiede che si considerino le testimonianze che la escludono dalla gestione e nega il trasferimento di clientela e avviamento alla nuova società, sostenendo che la D&G Tour sia stata costituita su richiesta di terzi e senza intento distrattivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati in parte. Ha confermato la responsabilità di Starcevic e Rotondo per alcune condotte distrattive riconosciute in prime cure ma ha annullato senza rinvio la parte della sentenza relativa alla distrazione dell'avviamento e della clientela, perché il fatto non sussiste (la mera perdita di clientela o la capacità professionale non costituiscono automaticamente distrazione penalmente rilevante in assenza di rapporti contrattuali trasferiti e quantificabili). Per Starcevic la Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente a quella specifica imputazione e ha disposto la rimessione degli atti al giudice d'appello per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio sui residui fatti (esclusa la condotta annullata); per Rotondo ha disposto l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio in relazione alla sua responsabilità concorrente per i restanti fatti, ritenendo insufficiente la motivazione di merito circa il suo ruolo di "deus ex machina" e richiedendo che in sede di rinvio si chiariscano i concreti contributi materiali o tecnici e il previo concerto con gli amministratori. In sintesi: annullamento senza rinvio per la parte sull'avviamento/clientela (fatto non sussiste); annullamento parziale con rinvio per ricalcolo sanzioni a carico di Starcevic; annullamento con rinvio per riaccertamento della responsabilità di Rotondo sui residui addebiti.
Norme richiamate
legge fallimentare (L.F.) art. 216
richiamata in rapporto ai presunti reati di bancarotta: i ricorrenti contestavano la corretta applicazione; la Corte ha valutato l'erronea qualificazione di alcune condotte come distrazione di avviamento/clientela
legge fallimentare (L.F.) art. 217
richiamata dalla difesa quale norma più consona ad una condotta eventualmente imprudente del consulente; la Corte ha osservato la distinzione fra imprudenza professionale e dolo distrattivo
legge fallimentare (L.F.) artt. 219, 223
norme concernenti bancarotta impropria e responsabilità per cagionamento del dissesto; valutate in relazione alle dichiarazioni probatorie sulla condotta degli amministratori
codice di procedura penale artt. 192 e 533
richiamati in relazione ai vizi di motivazione e travisamento probatorio denunciati dai ricorrenti; la Cassazione ha accertato insufficienze argomentative per alcune imputazioni
codice civile art. 2639
principio usato per qualificare l'amministratore di fatto: chi svolge di fatto funzioni amministrative assume i doveri e le responsabilità dell'amministratore di diritto
codice penale art. 40, comma 2
richiamato per il principio che l'inerzia colpevole dell'amministratore di fatto può integrare responsabilità penale; usato per sostenere la responsabilità di Starcevic
codice penale artt. 62-bis e 133
richiamati rispetto all'eventuale applicazione di circostanze attenuanti generiche: la Corte di merito li aveva negati ma la Cassazione ha esaminato la motivazione in proposito
Massime di principio
- La qualifica di "amministratore di fatto" comporta l'assunzione degli stessi doveri e responsabilità dell'amministratore formale: prove di gestione attiva, impartizione di direttive, rapporti con la clientela e partecipazione alle decisioni societarie giustificano tale qualificazione.
- La distrazione dell'avviamento e della clientela, intesa come semplice spostamento della capacità professionale o della scelta autonoma di clienti, di per sé non integra il reato di bancarotta fraudolenta: è necessario che siano trasferiti rapporti giuridici già definiti e economicamente valutabili (contratti o crediti) o che ci sia una disposizione di fattori aziendali concretamente quantificabile.
- La presunzione di distrazione patrimoniale può sorgere quando, al momento del fallimento, mancano beni o valori societari e l'amministratore non fornisce giustificazioni: in tali casi l'onere di spiegazione è rilevante per resistere alla contestazione di distrazione dolosa.
- Per condannare un terzo concorrente estraneo all'impresa (concorrente extraneus) è richiesta prova rigorosa sia dell'apporto materiale/tecnico sia della consapevolezza e volontà di contribuire a frustrare le tutele dei creditori; la mera consulenza o contabilità non è di per sé sufficiente.
- In caso di vizi motivazionali o di insufficiente specificazione delle condotte e del loro apporto causale, la Cassazione può annullare con rinvio per consentire ai giudici di merito di precisare il contributo materiale e psicologico dell'imputato o annullare senza rinvio quando il fatto non sussiste.
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