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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32464/2025 del 01/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Sassari, che aveva confermato la condanna per evasione e per la violazione dell'art. 336 c.p. Nel ricorso si lamentava, quanto al capo sull'evasione, una asserita manifesta illogicità della motivazione, con introduzione di temi di fatto ritenuti estranei al giudizio di legittimità e con contestazione della ricostruzione probatoria compiuta dal giudice di merito. Quanto al capo relativo all'art. 336 c.p., si censurava la condanna e, correlativamente, la mancata applicazione dell'art. 393-bis c.p., prospettando la sussistenza dei presupposti di legittimazione, anche in forma putativa. La Corte ha ritenuto che le censure si risolvessero in contestazioni di merito non ammissibili in cassazione e che la sentenza impugnata avesse già dato una ricostruzione lineare, puntuale e logicamente corretta dei fatti e dell'assenza dei presupposti per applicare l'art. 393-bis c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che i motivi dedotti non erano consentiti in sede di legittimità perché volti a sollecitare una rivalutazione del fatto e della prova, mentre la motivazione della sentenza impugnata risultava lineare e coerente sia in relazione all'evasione sia alla condanna per la violazione dell'art. 336 c.p., con esclusione correttamente argomentata dei presupposti dell'art. 393-bis c.p., anche sotto il profilo della putatività. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 336 c.p.

    La Corte richiama la condanna per la violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, ritenendo la relativa motivazione della sentenza impugnata correttamente raccordata alle risultanze probatorie.

  • art. 393-bis c.p.

    La Corte esclude l'applicabilità della causa di non punibilità/difesa putativa, affermando che i profili legittimanti risultavano insussistenti in modo radicale, senza spazio neppure per una mera putatività.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di inammissibilità del ricorso seguono le statuizioni accessorie previste dalla norma, tra cui il pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono consentite censure che, sotto la veste del vizio di motivazione, mirino a ottenere una rivalutazione del merito o delle risultanze probatorie.
  • Il motivo di ricorso è inammissibile quando introduce questioni di fatto estranee al giudizio di cassazione e si contrappone alla ricostruzione della sentenza impugnata senza evidenziare reali illogicità manifeste.
  • La corretta e puntuale esclusione dei presupposti dell'art. 393-bis c.p. impedisce di invocarne l'applicazione anche sul piano della mera putatività, quando la motivazione di merito escluda in modo radicale ogni base giustificativa.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., inclusa la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieEvasioneImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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