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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9440/2024 del 05/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Lecce che aveva rigettato l'appello cautelare proposto dal Di Palmo volto alla sostituzione della misura della custodia cautelare a suo carico per i reati di cui agli artt. 74 e 73 del d.P.R. n. 309/1990. In cassazione il ricorrente, tramite difensore, denunciava violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 299 c.p.p. e all'art. 89 del d.P.R. n. 309/1990. Successivamente alla proposizione del ricorso, il difensore ha comunicato la rinuncia all'impugnazione in quanto il ricorrente ha ottenuto, il 30 novembre 2023, la sostituzione della misura cautelare.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: dato che il ricorrente ha ottenuto nel frattempo la sostituzione della misura cautelare, non sussiste più un interesse concreto, attuale e giuridicamente apprezzabile a perseguire il gravame. Per la causa di inammissibilità non è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali né dell'eventuale sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 299 cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro per censurare la motivazione dell'ordinanza impugnata; la doglianza riguardava presunta violazione di legge e vizio di motivazione in ordine ai requisiti previsti per le decisioni sul riesame delle misure cautelari

  • art. 89 d.P.R. n. 309/1990

    Riferimento normativo connesso alla materia di stupefacenti oggetto dei reati contestati; invocato nella censura relativa alla correttezza dell'applicazione delle norme sulla custodia cautelare nei procedimenti in materia di sostanze stupefacenti

  • artt. 73 e 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norme che definiscono i reati contestati al ricorrente (illecita detenzione e attività illecite connesse agli stupefacenti); richiamate per inquadrare l'oggetto della misura cautelare e dell'impugnazione

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale citata per la schematizzazione dei motivi di ricorso in cassazione (sintesi dei motivi conforme al disposto dell'articolo citato)

  • art. 23, comma 8, dl. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020)

    Richiamato in relazione alla trattazione scritta del procedimento e alla disciplina della richiesta di discussione orale; la mancata richiesta nei termini ha determinato la trattazione sulla base degli atti scritti e delle conclusioni del Procuratore generale

  • Principio di sopravvenuta carenza di interesse (giurisprudenziale)

    La Corte ha applicato il principio secondo cui l'impugnazione è inammissibile se, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse concreto e attuale dell'impugnante a ottenere l'annullamento o la riforma del provvedimento impugnato; qui la sostituzione della misura cautelare ha estinto l'interesse a proseguire il gravame

Massime di principio

  • Se il ricorrente ottiene, nel corso del giudizio di impugnazione, la modifica o la sostituzione della misura cautelare che costituiva l'oggetto della impugnazione, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La comunicazione di rinuncia all'impugnazione da parte del difensore, ove fondata su un mutamento della situazione del cliente che rende privo di utilità il gravame, è idonea a determinare l'inammissibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta carenza di interesse esclude, di regola, la condanna alle spese e l'applicazione di sanzioni pecuniarie (es. a favore della Cassa delle ammende), trattandosi di causa di inammissibilità non imputabile a comportamento dilatorio del ricorrente.
  • In sede di Cassazione è necessario che l'impugnante manifesti un interesse concreto e attuale: la mera possibilità teorica di vantaggio non è sufficiente se nel frattempo è venuta meno la rilevanza pratica del provvedimento impugnato.
  • È opportuno che il difensore notifichi tempestivamente alla Cancelleria ogni sopravvenienza che possa incidere sull'interesse al giudizio (ad esempio l'ottenimento di misure sostitutive), per evitare inutili oneri procedurali e per ottenere la declaratoria di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse quando del caso

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