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Sentenza

Sentenza n. 10819/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202605509

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I TerSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atto qualificato dall’amministrazione come rigetto per irricevibilità dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno per protezione speciale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero e questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’atto dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma del 2 marzo 2026, sostenendo che l’istanza di conversione riguardasse un permesso di soggiorno ottenuto in esecuzione dell’ordinanza del Tribunale di Roma del 12 giugno 2023, resa su una domanda di rilascio presentata il 28 marzo 2019. Secondo il ricorrente, essendo la domanda originaria anteriore all’entrata in vigore del d.l. 20/2023, convertito dalla l. 50/2023, avrebbe dovuto applicarsi la disciplina previgente, che consentiva la conversione del permesso per protezione speciale in permesso per lavoro subordinato. L’amministrazione ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, sostenendo che l’atto impugnato avesse natura endoprocedimentale.

La decisione

Il TAR ha accolto l’eccezione dell’amministrazione e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il giudice ha ritenuto che l’atto impugnato fosse, in realtà, una comunicazione di avvio del procedimento e contestualmente un preavviso di rigetto ai sensi dell’art. 10-bis della l. 241/1990. Tale atto ha natura endoprocedimentale e partecipativa, essendo diretto a instaurare il contraddittorio con l’interessato prima dell’adozione del provvedimento finale; non è pertanto immediatamente lesivo né autonomamente impugnabile. Ne consegue il difetto di un interesse attuale e concreto all’annullamento, poiché dall’eventuale accoglimento del ricorso il ricorrente non conseguirebbe un’utilità immediata. La questione relativa alla disciplina applicabile alla convertibilità del permesso non è stata esaminata nel merito. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di rigetto è un atto endoprocedimentale volto a instaurare il contraddittorio necessario tra amministrazione e destinatario; non è immediatamente lesivo e non è autonomamente impugnabile.

  • d.l. 20/2023, convertito dalla l. 50/2023

    disciplina previgente, che consentiva espressamente la convertibilità del permesso di soggiorno per protezione speciale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

    La questione dell’applicabilità della disciplina previgente è stata prospettata dal ricorrente, ma non è stata decisa dal TAR per la definizione del giudizio in rito.

  • art. 60 c.p.a.

    sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.

    Il giudizio è stato definito in camera di consiglio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Il preavviso di rigetto previsto dall’art. 10-bis della l. 241/1990 è un atto endoprocedimentale con funzione partecipativa e, in quanto privo di autonoma lesività, non è immediatamente né autonomamente impugnabile.
  • L’impugnazione autonoma di un atto endoprocedimentale privo di effetti lesivi determina l’inammissibilità del ricorso per difetto di interesse attuale e concreto, quando dall’annullamento dell’atto non potrebbe derivare al ricorrente un’utilità immediata.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoLegittimazione e interesse a ricorrereDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieLegami familiari e radicamento
IstitutiPartecipazione procedimentaleLegittimazione e interesse a ricorrere

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