Cassazione Penale, Sentenza n. 15157/2023 del 11/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Milano del 15/10/2021, con cui in sede di opposizione alla confisca la Corte aveva rideterminato l'importo da sottoporre a confisca relativo ai profitti dei reati di riciclaggio (capi D), Dbis) e Dter) della sentenza del 15/01/2021) in Euro 1.184.250,80. Il ricorrente deduce violazione degli artt. 648-bis, 648-quater e 192 c.p., sostenendo in particolare che la provvigione effettivamente trattenuta da Cervino sarebbe del 3% (e non del 5% come ritenuto dalla Corte) e che la determinazione del profitto si fonderebbe su una ricostruzione postuma non adeguatamente ancorata a elementi concreti. Il difensore lamenta inoltre che non è stata verificata l'eventuale confisca già disposta a carico di un concorrente (Mario Ricciotti) e quindi l'eventuale residuo da confiscare, invocando il principio solidaristico nel concorso di persone nel reato.
La decisione
Rigetto del ricorso per infondatezza. La Corte di cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello avesse motivato in modo coerente e basandosi su elementi processuali (ammissioni dello stesso Cervino e dichiarazioni di testi e coimputati) la determinazione di un profitto pari al 5% delle fatture, comprensivo di costi effettivi e dell'illecito profitto distribuito tra gli imputati, ed aveva quindi calcolato correttamente il profitto personale di Cervino. Le censure difensive sono state giudicate generiche e non autosufficienti. Anche la doglianza circa la mancata verifica di somme confiscate a terzi (Ricciotti) è stata ritenuta insufficientemente qualificata e non documentalmente provata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 648-bis cod. pen.
Norma sul reato di riciclaggio: dalla sentenza emerge che la confisca è stata calcolata sui profitti derivanti da reati di riciclaggio come contestati nei capi di imputazione
art. 648-quater cod. pen.
Norma collegata alle misure sui proventi dei reati (richiamata nella censura difensiva): interpretata dalla Corte come norma di riferimento nella determinazione del profitto soggetto a confisca
art. 192 cod. pen.
Norma invocata nella censura (procedurale/sostanziale) relativa alle modalità di determinazione della confisca: dalla decisione risulta che la Corte ha ritenuto le modalità applicative corrette e ancorate a prove/processuali
art. 616 cod. proc. pen.
Norma procedurale sul pagamento delle spese processuali: applicata dalla Corte per condannare il ricorrente al pagamento delle spese in caso di rigetto
Massime di principio
- La determinazione del 'profitto' del riciclaggio può essere fondata anche su elementi presuntivi, purché ancorati a elementi concreti e riscontri processuali (ammissioni, dichiarazioni di testi, documenti).
- Le censure difensive generiche e non quantificate sono spesso inammissibili o destinate al rigetto: il ricorrente deve indicare concretamente l'errore di calcolo o fornire dati/documenti alternativi.
- In caso di pluralità di autori, la confisca di valore può essere disposta nei confronti di ciascun concorrente anche per l'intera entità del profitto accertato, ma l'ablazione non può eccedere il 'quantum' del profitto complessivo né il profitto relativo ai reati attribuiti specificamente al singolo imputato.
- Se il difensore invoca preesistenti provvedimenti ablatori a carico di altri concorrenti per limitare la confisca, è necessario produrre e quantificare tali provvedimenti e dimostrare la qualità di concorrente; la mera allegazione generica non obbliga il giudice ad ulteriori verifiche.
- Quando si contesta la percentuale o la metodologia usata per calcolare il profitto (es. 3% vs 5%), la prova e la replica devono essere puntuali: occorrono elementi specifici che smentiscano le ammissioni o i riscontri utilizzati dal giudice per la determinazione.
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