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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10093/2024 del 08/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alle pene accessorie e le ha eliminate ai sensi dell'art. 620, lett. i), c.p.p., mantenendo inalterata la parte restante della sentenza (pena principale di quattro mesi di reclusione con sospensione condizionale).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione per violazione di legge: il ricorrente contestava che il Tribunale avesse applicato pene accessorie in sede di patteggiamento (art. 444 c.p.p.) nonostante la pena inflitta fosse inferiore a due anni, violando l'art. 445, comma 1, c.p.p., che vieta l'applicazione di pene accessorie e della condanna alle spese nei casi di pena inferiore a due anni (salvo la confisca nei casi previsti)

Norme richiamate

  • art. 10-bis d.lgs. n. 74 del 2000

    reato per il quale è stata irrogata la pena

    Norma sostanziale che individua il fatto-reato oggetto del patteggiamento; non è centrale per la decisione di cassazione, che si concentra sulla illegittimità delle pene accessorie applicate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    sentenze ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen.

    Riferimento al rito del patteggiamento: la sentenza è stata resa su concorde richiesta delle parti ai sensi di tale disposizione

  • art. 445, comma 1, cod. proc. pen.

    se nelle sentenze ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. è applicata una pena inferiore ai due anni ... non è ammessa la condanna alle spese del procedimento né l'applicazione di pene accessorie e di misure di sicurezza

    Interpretata dalla Corte come divieto assoluto di imporre pene accessorie e spese processuali quando, in sede di patteggiamento, la pena inflitta è inferiore a due anni; la violazione di questa norma determina l'illegittimità delle pene accessorie imposte

  • art. 240 cod. pen.

    eccezione della confisca nei casi previsti dall'art. 240 cod. pen.

    La confisca resta un'eccezione al divieto di pene accessorie nelle sentenze di cui all'art. 445 c.p.p., potendo essere ordinata se ricorrono le condizioni previste dall'art. 240 c.p.

  • art. 620, lett. i) cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Corte di Cassazione la possibilità di annullare senza rinvio la parte della sentenza che risulti illegittima e di espungere le pene accessorie illegittimamente applicate

Massime di principio

  • In caso di patteggiamento (art. 444 c.p.p.) con pena inflitta inferiore a due anni, il giudice non può applicare pene accessorie né condannare alle spese del procedimento: la loro imposizione è illegittima e anzitutto impugnabile.
  • La Cassazione può annullare senza rinvio soltanto la parte della sentenza che risulti in contrasto con la legge (art. 620, lett. i), c.p.p.), lasciando ferme le restanti statuizioni valide.
  • La confisca rimane un'eccezione possibile anche quando la pena è inferiore a due anni, ma solo se ricorrono i presupposti specifici previsti dall'art. 240 c.p.; va sempre verificata la congruità della motivazione relativa alla confisca.
  • Se vengono eliminate le pene accessorie, la pena principale e i benefici (es. sospensione condizionale) possono restare confermati se non colpiti dall'annullamento.
  • In procedimenti analoghi è essenziale verificare se le pene accessorie erano ricomprese nel patto o se sono state aggiunte oltre l'accordo: se non previste dal patto, la loro applicazione è irregolare.
  • Per difensori e parti: contestare tempestivamente l'applicazione di pene accessorie in sentenze di patteggiamento è la via per ottenere l'annullamento parziale senza rinvio; il pubblico ministero può chiedere l'inammissibilità ma la valutazione spetta alla Corte di legittimità.

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