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Sentenza

Sentenza del 13/10/2020 n. 2967 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - Condanna alle spese - Motivazione specifica - Sindacabile in sede di legittimità - Spese compensate - Violazione di legge.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorso denunciava che la sentenza di merito aveva compensato le spese del giudizio motivando la compensazione con generici argomenti di opportunità ed equità, senza indicare in modo specifico le ragioni di fatto e di diritto dalle quali risultasse la sussistenza dei presupposti di legge per poter disporre la compensazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto integrata la violazione di legge: la decisione di compensazione delle spese motivata con generici richiami all'opportunità o all'equità è sindacabile in sede di legittimità se dalla motivazione non emergono espressamente — o almeno complessivamente — i concreti elementi e le ragioni che giustificano l'esercizio del potere di compensazione. Ne è conseguito l'annullamento (totale o parziale secondo il caso) della statuizione sulle spese e la rimozione alla corte territoriale per nuovo esame con motivazione specifica.

Norme richiamate

  • Art. 360 c.p.c. (violazione di legge - motivo di cassazione)

    Consente il sindacato in Cassazione per violazione di norme processuali e di diritto; in particolare è richiamata la possibilità di censurare la mancanza di motivazione idonea a fondare la decisione sulle spese.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (norme sul processo tributario)

    Nel contesto del processo tributario la decisione sulle spese deve rispettare i principi procedurali e di motivazione propri del rito tributario; la compensazione delle spese, essendo una deroga al principio della soccombenza, richiede adeguata e specifica motivazione.

  • Principio costituzionale della motivazione delle decisioni (art. 111 Cost.)

    Imposta l'obbligo di motivare le decisioni giurisdizionali; la motivazione deve permettere di comprendere le ragioni di fatto e di diritto che hanno condotto alla statuizione, ivi compresa l'adozione della compensazione delle spese.

Massime di principio

  • La compensazione delle spese è un'eccezione rispetto al principio secondo cui le spese seguono la soccombenza; pertanto deve essere adeguatamente motivata indicando i fatti e le ragioni giuridiche che la giustificano.
  • Non è sufficiente richiamare l'«equità» o l'«opportunità» in termini generici: il giudice deve esplicitare quale comportamento delle parti o quale circostanza concreta giustifichi la compensazione.
  • La mancanza di motivazione specifica sulla compensazione delle spese integra una violazione di legge sindacabile in Cassazione, con possibile annullamento e rinvio per nuova decisione.
  • In situazioni analoghe il privato che subisce una decisione di compensazione non motivata può tempestivamente impugnare in Cassazione per violazione dell'obbligo di motivazione (art. 360 c.p.c.), chiedendo l'annullamento della statuizione sulle spese.
  • Per i giudici: quando si dispone la compensazione occorre esporre nel dettaglio gli elementi fattuali e giuridici che consentono di discostarsi dal principio della soccombenza (ad es. comportamento processuale delle parti, sproporzione delle pretese, ragioni di particolare efficacia o inutilità delle difese).

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