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Ordinanza

Ordinanza n. 13513/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensiva del provvedimento n.20250001598 del 25.11.25 con il quale l'Ambasciata ha rigettato la domanda di visto di ingresso per lavoro subordinato della sig.ra Adelashie nonchè ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa202602698

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto di ingresso per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia ad Accra

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

È stato impugnato, previa domanda cautelare, il provvedimento con cui l'Ambasciata d'Italia ad Accra ha rigettato la domanda di visto di ingresso per lavoro subordinato presentata per una lavoratrice straniera. Dopo il passaggio in decisione, il Collegio ha rilevato seri dubbi preliminari sull'ammissibilità del ricorso: in particolare, sulla legittimazione del datore di lavoro a impugnare il diniego di visto e sulla conformità della procura alle liti rilasciata dalla lavoratrice ai criteri indicati dalla sentenza dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato 2 ottobre 2025, n. 11. Ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., il Collegio ha sottoposto tali questioni al contraddittorio delle parti.

La decisione

Il TAR non ha ancora deciso né sull'ammissibilità del ricorso né sulla domanda cautelare o sul merito dell'impugnazione. Ha assegnato alle parti trenta giorni, decorrenti dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza, per depositare memorie sulle due questioni relative alla legittimazione del datore di lavoro e alla conformità della procura alle liti. La causa è stata rinviata per la prosecuzione alla camera di consiglio del 17 novembre 2026. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Visto l'art. 73, co. 3, cod. proc. amm.

    Il Collegio ha attivato il contraddittorio sulle questioni rilevate d'ufficio dopo il passaggio in decisione della causa, assegnando alle parti un termine per memorie.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La norma è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

  • sentenza Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, 2 ottobre 2025, n. 11

    la sentenza C.S. A.p. 2 ottobre 2025, n. 11

    La pronuncia è richiamata come parametro per valutare la conformità della procura alle liti rilasciata dalla lavoratrice straniera.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo rileva d'ufficio, dopo il passaggio della causa in decisione, una possibile causa di inammissibilità idonea a definire il giudizio, deve sottoporla al contraddittorio delle parti assegnando un termine per il deposito di memorie, ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.
  • La legittimazione del datore di lavoro a impugnare il diniego di visto di ingresso richiesto per un lavoratore straniero costituisce una questione preliminare di ammissibilità che deve essere verificata dal giudice.
  • La conformità della procura alle liti rilasciata dal lavoratore straniero deve essere valutata secondo i criteri enunciati dalla sentenza dell'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato 2 ottobre 2025, n. 11.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrerePartecipazione procedimentale

Testo integrale

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