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Ordinanza

Ordinanza n. 1073/2026 - Lecce, Sezione 3

Giustizia amministrativa202201235

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione risarcitoria

Atto impugnato: Condotta omissiva e occupazione d’urgenza di aree senza conclusione del procedimento espropriativo, decreto di esproprio, cessione volontaria o pagamento dell’indennità

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti, a seguito della declinatoria di giurisdizione del Tribunale di Taranto in favore del giudice amministrativo, hanno riassunto il giudizio chiedendo l’accertamento dell’illegittima occupazione e la condanna del Comune al risarcimento e/o all’indennità per la perdita della proprietà, la trasformazione delle aree e l’occupazione protratta nel tempo, oltre al ristoro delle utilità non conseguite, delle spese stragiudiziali, del pregiudizio non patrimoniale, degli interessi e della rivalutazione. La vicenda riguarda un fondo di complessivi 11.152 mq destinato a edilizia residenziale pubblica, agevolata e convenzionata, che sarebbe stato occupato d’urgenza e in parte ceduto a terzi senza che il procedimento ablatorio fosse concluso nei termini, anche per la sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità. Il Comune ha eccepito, tra l’altro, tardività e vizi della riassunzione, prescrizione, inammissibilità, improcedibilità, mancata prova della qualità di eredi e infondatezza delle pretese; ha inoltre sostenuto che alcune aree sarebbero rimaste intestate agli attori e non sarebbero state interessate da opere pubbliche o concessioni, mentre altre sarebbero state oggetto di cessione bonaria e di un verbale di componimento. Il Comune ha chiesto anche l’acquisizione di documentazione bancaria relativa a un mandato di pagamento del 1989 e l’ammissione di prova testimoniale scritta. Il Collegio ha ritenuto necessario acquisire ulteriori elementi sulla concreta evoluzione della vicenda e ha rilevato l’esigenza di consentire ai ricorrenti di precisare se la domanda sia risarcitoria, restitutoria o entrambe.

La decisione

Il TAR non ha definito le questioni preliminari, di rito, di merito e sulle spese, ritenendo la causa non ancora matura per la decisione. Ha disposto un’istruttoria a carico del Comune, ordinandogli di depositare entro 60 giorni una relazione dettagliata, corredata dalla documentazione, sui provvedimenti amministrativi adottati, sulle aree tuttora occupate o nella disponibilità dei ricorrenti, sulle opere pubbliche realizzate, sull’eventuale irreversibile trasformazione, sull’eventuale emanazione di un decreto di esproprio o di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, sugli atti di retrocessione o restituzione, sullo stato del procedimento ablatorio e sull’esistenza, contenuto, sottoscrizione ed esecuzione di eventuali accordi e pagamenti. Ha inoltre assegnato alle parti 60 giorni per il deposito di memorie volte a precisare domande, deduzioni ed eccezioni, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., rinviando la causa alla pubblica udienza del 5 maggio 2027. Ogni decisione è stata espressamente sospesa.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Il Collegio ha chiesto di verificare se sia stato adottato un provvedimento di acquisizione sanante delle aree occupate.

  • artt. 63, 64 e 65 c.p.a.

    Sono richiamati dai ricorrenti per sollecitare l’acquisizione d’ufficio di informazioni e chiarimenti all’amministrazione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    È posto a fondamento dell’assegnazione alle parti di un termine per memorie sulla precisazione delle domande, deduzioni ed eccezioni.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità delle parti interessate mediante oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • Quando una controversia relativa a un’occupazione pubblica e a un procedimento espropriativo non consente di determinare con sufficiente precisione lo stato delle aree, gli atti ablatori adottati, l’eventuale trasformazione irreversibile e l’esistenza di accordi o pagamenti, il giudice amministrativo può disporre un’istruttoria mediante relazione dell’amministrazione corredata dalla documentazione pertinente, rinviando ogni decisione di rito, di merito e sulle spese.
  • Nelle controversie in materia di occupazione e ablazione, è necessario distinguere puntualmente le porzioni di terreno eventualmente espropriate, restituite, rimaste nella disponibilità dei proprietari, interessate da opere pubbliche o oggetto di accordi, poiché tale ricostruzione incide sulla qualificazione e sulla quantificazione delle pretese restitutorie, risarcitorie e indennitarie.
  • Prima della decisione, il giudice può assegnare alle parti un termine per precisare se la domanda proposta abbia natura risarcitoria, restitutoria o cumulativa, assicurando il contraddittorio sulle conseguenze giuridiche della qualificazione della pretesa.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteDecreto di esproprio e procedimentoIstruttoria processuale
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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