Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7959/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per rapina (capo A) sostenendo che la sottrazione della somma di €7.600,00 fosse un atto «eventuale» e non programmato, meramente funzionale al raggiungimento dell'obiettivo principale (l'impossessamento del denaro del caveau/ATM). Sostenevano quindi che la rapina fosse soltanto tentata e non consumata e criticavano la motivazione della Corte d'appello per presunta apparenza e frazionamento atomistico dell'azione sotto il profilo teleologico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la rapina relativa ai €7.600,00 fosse consumata poiché gli imputati avevano acquisito l'autonoma disponibilità del denaro (lo avevano sottratto dalla busta alla direttrice e due imputati sono stati trovati in possesso della somma all'esterno). La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la rapina si consuma quando la cosa sottratta cade nel dominio esclusivo del soggetto agente, anche se per breve tempo e anche se subito dopo l'agente viene privato del possesso per l'intervento della forza pubblica. Conseguentemente i provvedimenti di merito sono stati confermati (in primo e secondo grado condanne: Auciello sei anni di reclusione e €3.000,00 di multa; Merra e Tarantino cinque anni e otto mesi di reclusione e €2.400,00 di multa ciascuno). I ricorrenti sono stati altresì condannati al pagamento delle spese e, ai sensi dell'art. 616, comma 1, cod. proc. pen., al versamento di €3.000,00 ciascuno in favore della cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    La dedotta errata applicazione dell'art. 56 è stata respinta: la valutazione tra tentativo e consumazione dipende dai fatti concreti e dalla realtà materiale del possesso della cosa sottratta, non dalla pianificazione teleologica dell'azione.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento in caso di ricorso dichiarato inammissibile; la Corte ha ritenuto altresì esistenti profili di colpa che giustificano l'ulteriore sanzione alla cassa delle ammende.

  • Giurisprudenza consolidata sulla consumazione della rapina (Sez. 2, n. 14305 del 14/03/2017; Sez. 2, n. 5512 del 22/10/2013)

    Secondo la giurisprudenza richiamata, la rapina si consuma quando la cosa sottratta entra nel dominio esclusivo dell'agente, anche se solo per breve tempo e anche se immediatamente dopo l'agente perde il possesso per l'intervento della vittima o della forza pubblica.

Massime di principio

  • La consumazione della rapina si determina sul criterio materiale del dominio esclusivo sulla cosa sottratta: anche un possesso breve e temporaneo integra la consumazione.
  • Un atto opportunistico o "eventuale" compiuto durante un piano criminoso può costituire un reato autonomo se si realizza l'effettivo impossessamento e la disponibilità della cosa.
  • Per distinguere tentativo e consumazione occorre esaminare i fatti concreti (materiale disponibilità della res), non solo l'intento finale o il progetto criminoso complessivo.
  • Impostazioni difensive basate esclusivamente su un'argomentazione teleologica che frammenta l'azione senza dimostrare un vizio di diritto o di fatto chiaro rischiano l'inammissibilità della cassazione.
  • La Corte di Cassazione può condannare per spese e disporre sanzioni pecuniarie quando ritiene che l'inammissibilità del ricorso derivi anche da profili di colpa nella valutazione della possibilità di impugnare.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.