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Sentenza

Sentenza n. 1078/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna (Sezione Seconda) n. 770/2024.

Giustizia amministrativa202408721

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento regionale del 18 settembre 2023 che, aggiornando la certificazione sul rapporto di connessione tra attività agricola e attività agrituristica, ha escluso la degustazione dei vini nelle serre aziendali

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento regionale che escludeva l'attività di degustazione nelle serre. Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, ritenendo non meramente confermativo il successivo provvedimento regionale del 10 novembre 2023, adottato all'esito del riesame e non impugnato. In appello è stata contestata tale statuizione, sostenendo che il secondo atto fosse meramente confermativo e che non sussistesse l'onere di una sua autonoma impugnazione. Sono stati inoltre riproposti i motivi di merito: violazione di legge; carenza di motivazione e dei presupposti; contraddittorietà, illogicità ed eccesso di potere. L'appellante ha dedotto che l'amministrazione avrebbe irragionevolmente consentito la somministrazione di pasti nelle serre, vietando invece la degustazione dei vini; che la disciplina applicabile non distinguerebbe tra serre in uso e serre dismesse; e che il parere richiamato dall'amministrazione, affermando la possibilità di somministrare pasti anche nelle serre dismesse, non avrebbe escluso le serre attualmente in uso.

La decisione

L'appello è stato respinto. Il Consiglio di Stato ha confermato la declaratoria di inammissibilità pronunciata dal TAR, rilevando che il provvedimento del 10 novembre 2023 aveva una motivazione diversa e più ampia, espressione di una rivalutazione meditata della domanda, e costituiva quindi un atto autonomo e non meramente confermativo. Il ricorrente avrebbe dovuto impugnarlo distintamente. Il Collegio ha comunque esaminato il merito in via subordinata, ritenendolo infondato. Non vi era contraddittorietà, perché le serre erano state ritenute idonee per attività ricreative, culturali e didattiche, ma non per la somministrazione di pasti e bevande, attività distinta normativamente. La degustazione poteva svolgersi nei locali già destinati alla somministrazione, nei limiti indicati dalla certificazione e dalla SCIA. Non sussisteva carenza di motivazione, poiché la nota del 10 novembre 2023 aveva chiarito che le attività di degustazione richiedevano locali idonei al rispetto delle norme igienico-sanitarie, richiamando il punto 4.3 dell'Allegato A alla d.G.R. n. 987/2011. Tale integrazione motivazionale è stata ritenuta ammissibile perché diretta a colmare una carenza del discorso giustificativo formale, non una carenza sostanziale della funzione. È stata inoltre ritenuta legittima la distinzione tra serre in uso e serre dismesse ai fini delle attività di somministrazione e degustazione, in ragione della diversa idoneità dei locali al rispetto delle norme igienico-sanitarie. Infine, il parere non conteneva alcuna specifica indicazione favorevole all'utilizzo delle serre attualmente impiegate per attività agricole. Le spese sono state integralmente compensate per la particolarità della questione e per la pronuncia di inammissibilità resa in primo grado.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 2, lett. b) e d), l.r. Emilia-Romagna n. 4/2009

    La somministrazione di pasti e bevande costituisce attività distinta dalle attività ricreative, culturali e didattiche.

  • art. 14 d.G.R. Emilia-Romagna n. 987/2011

    Consente lo svolgimento nelle serre di attività agrituristiche diverse dall'ospitalità, senza che ciò comporti automaticamente l'idoneità delle serre in uso per somministrazione e degustazione, attività soggette al rispetto delle norme igienico-sanitarie.

  • punto 4.3 dell'Allegato A alla d.G.R. Emilia-Romagna n. 987/2011

    Richiede, per lo svolgimento delle attività di degustazione enogastronomica, la disponibilità di locali idonei ad assicurare il rispetto delle norme igienico-sanitarie a tutela dei fruitori.

Massime di principio

  • Un secondo provvedimento amministrativo adottato all'esito di un riesame, recante una motivazione diversa e più ampia ed espressivo di una nuova valutazione della domanda, costituisce atto autonomo e non meramente confermativo; il ricorrente deve quindi impugnarlo distintamente, pena l'inammissibilità del ricorso contro il primo atto per carenza di interesse.
  • La possibilità generale di svolgere attività agrituristiche nelle serre non implica che le serre attualmente utilizzate per attività agricole siano idonee anche alla somministrazione di pasti e bevande o alla degustazione di prodotti enogastronomici, quando tali attività richiedano locali conformi alle norme igienico-sanitarie.
  • Non è contraddittorio consentire lo svolgimento di attività ricreative, culturali e didattiche in determinati locali e negare nei medesimi locali la somministrazione di pasti e bevande, quando la disciplina applicabile considera tali attività distinte e subordina le seconde alla disponibilità di locali idonei sotto il profilo igienico-sanitario.
  • Un'integrazione motivazionale proveniente dalla stessa amministrazione può essere ritenuta ammissibile quando chiarisce e completa il percorso giustificativo formale dell'atto senza introdurre ex post una nuova ragione sostanziale della decisione né modificare la funzione esercitata.

Come è indicizzato

MaterieAgricoltura e pescaMotivazione del provvedimentoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneEccesso di potereLegittimazione e interesse a ricorrereDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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