Cassazione Penale, Sentenza n. 38635/2024 del 21/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Tribunale di Bologna ha rilevato conflitto negativo di competenza rispetto all'istanza della Questura di Torino per l'applicazione della sorveglianza speciale a carico di Alì Said, ritenendo che le manifestazioni di pericolosità verificatesi in Emilia Romagna fossero soltanto tre episodi estemporanei a bordo di treni (collegati a viaggi verso Torino), che l'imputato risultava ancora formalmente residente a Torino e che precedenti condanne e notizie di reato rilevanti erano avvenute in territorio torinese. Ha dunque trasmesso gli atti alla Cassazione per la determinazione del giudice competente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la competenza del Tribunale di Torino - sezione misure di prevenzione. Ha ritenuto applicabile il criterio giurisprudenziale secondo cui la competenza territoriale nelle misure di prevenzione personali si determina in base al luogo dove la pericolosità sociale attuale si manifesta con continuità. Valutando le condotte riferite ad Alì Said (più molteplici e rilevanti in territorio torinese, compresi episodi denunciati, condanne, iniziative sui social e l'autoproclamazione di "capo di Torino"), e considerando che gli episodi bolognesi erano pochi e avvenuti su treni in itinere, la Corte ha concluso che la continuità e il maggior spessore delle condotte indicano la competenza del Tribunale di Torino; ha disposto la trasmissione degli atti a quest'ultimo.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione)
art. 4 lett. c) in relazione all'art. 1 lett. c)
La norma è stata richiamata come base normativa per l'istanza di applicazione della misura di prevenzione (sorveglianza speciale). La Corte interpreta il ricorso alla normativa alla luce dei criteri giurisprudenziali sulla competenza territoriale, ossia non limitandosi al luogo della condotta più grave ma valutando la manifestazione attuale e continuativa della pericolosità.
Giurisprudenza della Cassazione, Sez. 1, n. 45380 del 07/07/2015 (Rv. 265255-01)
Sez. 1, n. 45380 del 07/07/2015, Rv. 265255-01
Stabilisce che la competenza territoriale nelle misure di prevenzione personali si valuta in base al luogo in cui la pericolosità sociale attuale si manifesta con carattere di continuità nell'ambiente locale, non essendo decisiva la sola collocazione spaziale della condotta di maggiore gravità.
Giurisprudenza della Cassazione, Sez. 2, n. 22512 del 24/04/2019 (Rv. 276424-01)
Sez. 2, n. 22512 del 24/04/2019, Rv. 276424-01
Aggiunge che, se le manifestazioni di pericolosità sono plurime e in luoghi diversi, la competenza va al luogo in cui le condotte qualificate hanno maggiore spessore e rilevanza, valutando dinamicamente l'attualità della pericolosità.
Massime di principio
- La competenza territoriale per le misure di prevenzione si determina sul luogo dove la pericolosità attuale del soggetto si manifesta con continuità, non semplicemente dove è avvenuta l'ultimo o il più grave fatto.
- Quando le manifestazioni di pericolosità sono plurime e distribuite su più territori, prevale il territorio in cui le condotte qualificate sono più consistenti e continuative, secondo una valutazione dinamica della pericolosità.
- Episodi isolati o estemporanei verificatisi in altro luogo (es. a bordo di treno durante viaggi) possono non essere sufficienti a trasferire la competenza se la maggioranza e il maggior rilievo delle condotte si collocano in un diverso territorio.
- La residenza formale del proposto e le notifiche processuali sono elementi utili ma non determinanti da soli; conta soprattutto l'insieme delle manifestazioni di pericolosità e la loro attualità.
- Si richiede alla difesa, se vuole contestare il luogo di competenza per motivi di trasferimento di residenza o mutamento di contesti, di fornire documentazione probatoria adeguata del cambiamento di collocazione e dell'effettiva radicazione della pericolosità nel nuovo territorio.
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