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Sentenza

Sentenza del 08/06/2022 n. 535 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria

IVA - detrazione - calcolo del pro-rata - operazioni occasionali - attivitàmarginale

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Commissione ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato la sentenza di primo grado: le operazioni di disinvestimento sono state considerate marginali, occasionali e accessorie rispetto all'attività propria della gestione immobiliare e quindi non devono essere inserite nel calcolo del pro-rata IVA. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio (euro 3.000,00 oltre accessori).

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Contestazione del calcolo del pro-rata IVA per l'anno 2012: l'Agenzia sostiene che le operazioni di disinvestimento (vendita titoli di Stato e obbligazioni) siano riconducibili all'attività propria dell'impresa e pertanto devono concorrere al calcolo del pro-rata; la società E Spa ritiene che si tratti di operazioni finanziarie accessorie e occasionali, effettuate per esigenze di liquidità (solo 3 fatture nel 2012), da escludere dal calcolo del pro-rata.

Norme richiamate

  • Direttiva 2006/112/CE

    Disposizioni europee sul diritto alla detrazione e sul metodo di calcolo (pro rata) per operazioni miste; impongono che per la determinazione della detrazione si tenga conto delle operazioni esenti solo se rilevanti rispetto all'attività dell'operatore economico.

  • DPR 633/1972

    Norme nazionali sul diritto alla detrazione dell'IVA e sugli eventuali ricalcoli rettificativi; regolano l'esercizio della detrazione in presenza di operazioni sia imponibili sia esenti.

  • DPR 633/1972

    Elenca le operazioni esenti ai fini IVA; la giurisprudenza richiede che, ai fini del pro-rata, le esenzioni siano prese in considerazione solo se rientrano nell'attività propria dell'impresa.

  • Cassazione

    Sentenza n. 11085/2008 (giurisprudenza citata)

    Principio giurisprudenziale secondo cui le operazioni eseguite in maniera marginale o occasionale per migliorare il risultato economico non devono essere considerate parte dell'attività propria ai fini del pro-rata IVA.

Massime di principio

  • Per escludere operazioni esenti dal denominatore del pro-rata occorre dimostrarne l'occasionalità e la natura accessoria rispetto all'attività propria dell'impresa.
  • I criteri pratici per valutare occasionalità/accessorietà sono: frequenza (numero di operazioni), continuità nel tempo, rilevanza economica rispetto all'attività principale, presenza o assenza di una specifica organizzazione o struttura dedicata all'attività stessa.
  • Documentazione utile: elenco e copia delle fatture, confronti percentuali tra volume/valore delle operazioni esenti e il complesso dell'attività imponibile, assenza di personale/strutture dedicate e motivazioni legate a esigenze temporanee di liquidità.
  • Operazioni finanziarie ripetute o significative negli anni possono essere considerate parte dell'attività propria e quindi concorrono al pro-rata; operazioni sporadiche e marginali no.
  • In caso di dubbio la prova spetta al contribuente che invoca l'occasionalità; occorre fornire elementi concreti e comparativi per convincere l'Amministrazione o il giudice.
  • È importante verificare la linea giurisprudenziale (Corte di Cassazione e Corte di Giustizia UE) applicabile al caso concreto, perché singoli elementi (es. finalità di investimento, gestione della liquidità) possono pesare diversamente a seconda della fattispecie.
  • Se le operazioni esenti vengono escluse dal pro-rata, la percentuale di detrazione aumenta: va valutato l'effetto economico complessivo e conservata la documentazione a supporto in caso di accertamento.

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