Cassazione Penale, Sentenza n. 30350/2026 del 10/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato era stato condannato in appello, con sola applicazione del beneficio della non menzione, per il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, limitatamente alla finalità di consentire a terzi l'evasione dell'IVA. La vicenda riguardava due fatture emesse dalla società della quale era legale rappresentante nell'ambito di attività di consulenza/intermediazione nel settore delle energie rinnovabili. Il ricorrente ha dedotto: 1) vizio di motivazione sull'accertamento di responsabilità con riguardo alla fattura n. 23 del 2015; 2) analogo vizio con riguardo alla fattura n. 27 del 2015; 3) travisamento della prova; 4) omessa o illogica motivazione sul dolo specifico di evasione, sostenendo che la Corte territoriale avesse indebitamente ritenuto il dolo in re ipsa nella mera emissione delle fatture, senza accertare la consapevolezza che il destinatario le avrebbe utilizzate per evadere le imposte.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondati il primo, il secondo e il quarto motivo, assorbendo il terzo. Ha osservato che la motivazione della Corte di appello era perplessa, almeno quanto alla fattura n. 23, perché risultava comunque documentalmente e testimonialmente accertata l'effettiva attività di intermediazione/consulenza svolta dall'imputato nel settore delle energie rinnovabili. Ha inoltre censurato l'affermazione secondo cui il dolo specifico sarebbe stato desumibile in re ipsa dall'emissione delle fatture, ribadendo che occorre invece la consapevolezza che il destinatario intenda utilizzarle a fini di evasione fiscale. Tuttavia, pur a fronte di tale accoglimento, ha dichiarato che il giudizio di annullamento con rinvio era precluso dalla sopravvenuta prescrizione del reato, maturata il 9 dicembre 2025, e ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato.
Norme richiamate
art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000
La norma è stata applicata alla condotta di emissione di fatture per operazioni inesistenti, limitatamente alla finalità di consentire a terzi l'evasione dell'IVA.
art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000
Per la configurabilità del reato non basta la mera emissione della fattura, ma occorre il dolo specifico di consentire a terzi l'evasione fiscale, con consapevolezza dell'altrui intento evasivo.
Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009, Tettamanti
La prescrizione sopravvenuta e già maturata deve essere dichiarata immediatamente, precludendo l'annullamento con rinvio.
Sez. 6, n. 42819 del 01/10/2024, Giardino
Il dolo specifico dell'emittente di fatture per operazioni inesistenti sussiste quando egli, pur perseguendo un proprio interesse, agisce consapevole che il destinatario intende utilizzare la fattura a fini di evasione fiscale.
Massime di principio
- Nel reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, il dolo specifico non può essere affermato in modo automatico o presunto dalla sola emissione del documento, ma richiede la prova della consapevolezza dell'emittente circa l'intento evasivo del destinatario.
- La motivazione sulla responsabilità deve confrontarsi con gli elementi fattuali che attestano l'effettiva attività svolta dall'imputato, non potendosi ignorare documenti e dichiarazioni che rendano plausibile la realtà dell'intermediazione o consulenza contestata.
- Quando il ricorso sarebbe teoricamente fondato e potrebbe imporre l'annullamento con rinvio, ma il reato risulta medio tempore prescritto, la Corte deve dichiarare immediatamente l'estinzione del reato e annullare senza rinvio la sentenza impugnata.
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