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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42366/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che, rideterminando la pena rispetto al Tribunale, aveva comunque confermato la loro responsabilità per bancarotta fraudolenta distrattiva. I motivi di cassazione erano: (1) vizio della motivazione sulla presunta distrazione dei beni del magazzino, con rilievo sulla mancata apposizione dei sigilli da parte della curatrice e sulla presunta preesistenza dei beni; (2) vizio della motivazione rispetto alla consistenza della cassa al fallimento, sostenendo che le somme in contanti fossero state reinvestite nell'interesse della società e manchino indici di fraudolenza; (3) mancata motivazione sulla richiesta dell'attenuante di cui all'art. 219 L.F. per speciale tenuità del danno

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che i profili contestati fossero in gran parte questioni di merito non sindacabili in sede di legittimità e che la motivazione della Corte di appello fosse coerente e congrua, fondata su testimonianze (es. De Falco) e sugli accertamenti del curatore relativamente a beni non rinvenuti e somme sottratte in cassa. Quanto all'attenuante di cui all'art. 219 L.F. il Collegio ha ritenuto il motivo generico e quindi inammissibile; in ogni caso la Corte territoriale, pur riconoscendo una non particolare entità delle distrazioni, ha implicitamente escluso che il danno fosse di speciale tenuità. Esito finale: rigetto dei ricorsi e condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • legge 16 marzo 1942, n. 267 (Legge fallimentare)

    La qualificazione della speciale tenuità del danno va valutata rispetto alla diminuzione della massa attiva causata dalle distrazioni e non rispetto all'entità del passivo fallimentare; la mera affermazione di non particolare entità delle distrazioni non equivale automaticamente al riconoscimento dell'attenuante

  • principi di diritto consolidati (giurisprudenza della Cassazione)

    richiamo a più pronunce citate nella sentenza di legittimità

    Il sindacato della Corte di Cassazione è limitato alla verifica della logicità e completezza della motivazione e del diritto applicato; non è ammessa una riconsiderazione dei fatti o una diversa valutazione delle prove già apprezzate dai giudici di merito. Inoltre l'appello e il ricorso devono contenere motivi specifici e non generici

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina la valutazione probatoria di merito: contestazioni sulla ricostruzione fattuale (es. esistenza di beni in magazzino) devono essere dimostrate nei gradi di merito e motivate in modo specifico per essere rilevanti in cassazione
  • Se la decisione di primo e secondo grado è conforme e ben motivata, diventa molto difficile ottenere l'annullamento in sede di legittimità
  • Per contestare ammanchi di cassa occorre documentazione precisa e prova del reinvestimento delle somme; deduzioni generiche o affermazioni non supportate da elementi concreti sono inefficaci
  • La circostanza attenuante di cui all'art. 219 L.F. richiede una deduzione e una quantificazione specifica della diminuzione della massa attiva provocata dalla condotta illecita; enunciazioni generiche sono inammissibili
  • Nel preparare un gravame è essenziale la specificità dei motivi: l'appello o il ricorso per cassazione privi di specificità sono dichiarati inammissibili e tali vizi precludono il riesame della questione

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