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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42529/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva riconosciuto la continuazione tra una condanna per associazione di stampo mafioso e due reati-fine di estorsione e un'ulteriore condanna per estorsione aggravata, con rideterminazione della pena complessiva. Il ricorrente denunciava violazione di legge sostanziale e processuale e manifesta illogicità della motivazione nel calcolo della pena complessiva: il giudice dell'esecuzione avrebbe utilizzato come base l'intera pena già frutto di una continuazione interna senza "scorporare" i reati già unificati, non avrebbe individuato il reato più grave come base del cumulo, non avrebbe motivato l'aumento di diciotto mesi e €500 applicato per il delitto accertato con la seconda sentenza e non aveva chiarito se tale aumento fosse già comprensivo della diminuzione prevista per il rito abbreviato o se la diminuzione dovesse ancora essere applicata.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato; ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello in funzione di giudice dell'esecuzione. Ha richiamato i principi consolidati secondo cui, nella rideterminazione della pena per continuazione tra reati separatamente giudicati, il giudice dell'esecuzione deve preventivamente scorporare i reati unificati, individuare il reato più grave da porre a base del cumulo e calcolare e motivare distintamente gli aumenti per i reati satellite, specificando anche l'eventuale applicazione della diminuzione per il rito abbreviato. L'ordinanza è stata quindi annullata limitatamente alla determinazione della pena e rinviata per l'adeguato ricalcolo conforme ai principi richiamati.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza per la revisione o la modifica in esecuzione; qui è il fondamento procedurale dell'istanza avanti al giudice dell'esecuzione.

  • art. 81 cod. pen.

    Regola il cumulo di pene; la Corte richiama l'obbligo di rispettare i limiti e il rapporto di proporzione tra le pene quando si ricostruisce il cumulo tra reati valutando reato più grave e reati satellite.

  • art. 7 L. n. 203 del 1991

    Norma di aggravamento applicata al reato di estorsione contestato nella seconda sentenza; citata in quanto fondata dell'aggravante che incide sulla determinazione della pena.

Massime di principio

  • Quando si ridetermina la pena per reati accertati con sentenze separate il giudice dell'esecuzione deve prima "scorporare" le unificazioni operate in sede di cognizione e individuare il reato più grave da porre a base del nuovo cumulo.
  • Gli aumenti per i reati satellite devono essere calcolati e motivati distintamente: maggiori sono gli aumenti richiesti, più dettagliata deve essere la motivazione per consentire la verifica della proporzionalità e il rispetto dei limiti dell'art. 81 c.p.
  • Il giudice deve esplicitare se le maggiorazioni tenute a base includono già eventuali diminuzioni per il rito abbreviato o se tali diminuzioni devono ancora essere applicate, per evitare errori nel calcolo della pena originaria.
  • La mancata applicazione del criterio dello scorporo o l'assenza di specifica motivazione sugli aumenti significativi può comportare l'annullamento dell'atto esecutivo e il rinvio per un nuovo calcolo conforme ai principi di diritto consolidati.

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