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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15154/2023 del 11/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso il decreto con cui la Corte d'Appello di Bari, in procedimento di prevenzione, ha respinto l'appello di Fortunato; il profilo controverso è l'attualità della pericolosità sociale rispetto alla misura di prevenzione, la quale era rimasta sospesa per la sottoposizione dell'interessato a stato detentivo sino a luglio 2020. L'appellante ha contestato che l'ultima condotta illecita risaliva al 2014, che non risultava incriminazione per reato associativo e che era stato tenuto buon comportamento durante l'espiazione della pena senza carichi pendenti. La Corte di Appello aveva invece fondato la decisione quasi esclusivamente sulla tipologia dei reati (estorsioni 2010-2012 aggravate dal fine mafioso), senza valutare compiutamente il tempo trascorso, la condotta durante la pena e l'assenza di ulteriori addebiti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha annullato il provvedimento impugnato e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Bari. La Cassazione ha rilevato che la Corte di Appello non ha effettuato la necessaria rivalutazione dell'attualità della pericolosità post-espiazione (considerando il tempo trascorso, il comportamento durante la detenzione e l'eventuale assenza di carichi pendenti), in violazione dei principi indicati dalla Corte costituzionale e dalla giurisprudenza di legittimità; ha quindi ordinato che tali profili vengano valutati nel nuovo giudizio. Decisione emessa il 23 novembre 2022.

Norme richiamate

  • Decisione n. 291 del 2013, Corte costituzionale

    Impone l'obbligo di rivalutazione ex officio dell'attualità della pericolosità quando la misura è stata sospesa, richiedendo che il giudice consideri elementi temporali e comportamentali oltre la sola tipologia del reato

  • Cass. Sez. 11, n. 8541 del 14/01/2020, rv 278526

    Conferma l'orientamento secondo cui, nel giudizio sulla eseguibilità delle misure di prevenzione, il tribunale deve valutare non solo la gravità dei reati ma anche il tempo intercorso, la condotta tenuta durante l'espiazione e la presenza o meno di nuovi addebiti; non è sufficiente basarsi esclusivamente sulla tipologia di reato

Massime di principio

  • Nelle procedure di prevenzione, l'attualità della pericolosità non può essere valutata esclusivamente sulla base della tipologia dei reati commessi: il giudice deve considerare anche il tempo trascorso dalle condotte illecite.
  • Se la misura è rimasta sospesa per sottoposizione a pena detentiva, il giudice deve valutare la condotta tenuta durante l'espiazione (comportamento carcerario, eventuali misure alternative, assenza di carichi pendenti) come elemento rilevante per la stima dell'attualità della pericolosità.
  • La presenza di aggravanti (es. finalità mafiosa) aumenta il peso dei fatti pregresse ma non esonera il giudice dall'obbligo di verificare la contemporaneità della pericolosità e gli elementi di riabilitazione.
  • L'omissione di una motivazione compiuta sui fattori temporali e comportamentali rende la decisione viziata e può comportare annullamento in sede di legittimità con rinvio per nuovo esame.
  • Difesa e giudice devono documentare e valutare specificamente l'assenza di carichi pendenti e il miglioramento comportamentale postfatto: tali elementi possono incidere significativamente sull'esito dell'esame di eseguibilità della misura.

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