Cassazione Penale, Sentenza n. 2665/2022 del 24/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il giudice di pace aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti dei Baia per mancanza di una valida querela: l'atto sottoscritto dalla parte offesa era stato ritenuto insufficiente a manifestare la volontà punitiva. I ricorrenti (il Procuratore e la parte civile Barricelli) hanno impugnato tale decisione sostenendo che il documento del 23.3.2015, intitolato "Denunzia Querela con contestuale richiesta di iscrizione urgente a mod. 21" e depositato presso il commissariato con relativo verbale di ratifica, costituisce una querela valida e che il giudice di pace ha errato nel non considerarla tale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi, ritenendo che l'atto del 23.3.2015 debba considerarsi querela a tutti gli effetti. La Corte ha osservato che la manifestazione della volontà di punizione della persona offesa non richiede formule sacramentali e che, in caso di dubbio, va applicato il principio del "favor querelae". Ha rilevato inoltre che il documento conteneva istruzioni inconsistentemente indicanti la volontà di essere informato ai sensi dell'art. 408, co. 2, c.p.p., e conferiva procura speciale al difensore per proporre opposizione all'eventuale richiesta di archiviazione (art. 410 c.p.p.), elementi che dimostrano la volontà di far procedere penalmente. Per questi motivi la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il giudizio al giudice di pace di Santa Maria Capua Vetere per la celebrazione del processo.
Norme richiamate
art. 336 c.p.p.
Il giudice di pace aveva richiamato questa norma per sostenere che nell'atto doveva risultare manifesta la volontà punitiva; la Corte di Cassazione ha però precisato che la manifestazione può desumersi anche da elementi formali e diretti (es. intestazione e verbale della polizia giudiziaria) e va applicato il principio del "favor querelae"
art. 408, co. 2, c.p.p.
Richiamato nel documento della parte offesa (richiesta di essere informato dell'eventuale richiesta di archiviazione): la Corte ha ritenuto tale clausola indice della volontà di perseguire penalmente l'autore del fatto
art. 410 c.p.p.
La procura conferita al difensore per proporre opposizione avverso una richiesta di archiviazione è stata considerata dalla Corte prova della volontà della persona offesa che si proceda penalmente
artt. 612, 5824 c.p.
Citati nell'atto come i reati ascritti agli imputati; nella sentenza di merito tali reati erano oggetto del procedimento che il giudice di pace aveva ritenuto estinto per mancanza di querela, ma la Cassazione ha ritenuto valida la querela e ha disposto il rinvio
d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, co. 8
Richiamato in relazione alle modalità di svolgimento delle udienze e alla requisitoria scritta del Procuratore generale, consentendo la trattazione scritta in Cassazione ove previsto
Massime di principio
- La qualificazione formale dell'atto come "querela" e il verbale redatto dalla polizia giudiziaria, con firma e lettura al dichiarante, sono elementi forti per ritenere valida la querela.
- La volontà di punizione della persona offesa può essere desunta da contenuti del documento (es. richiesta di essere informato sull'archiviazione, conferimento di procura per proporre opposizione): non sono richieste formule particolari.
- In caso di incertezza sull'esistenza di una querela, il principio del "favor querelae" impone di interpretare gli atti in modo favorevole all'iniziare del processo penale.
- Per evitare contestazioni, è opportuno che la persona offesa renda esplicita la volontà di procedere (espressa dicitura di querela, dichiarazione di volere perseguire penalmente, conferimento di procura al difensore) e che il verbale della polizia giudiziaria riporti lettura, conferma e identificazione.
- Se il giudice di merito esclude la querela per ragioni formali, è possibile il rimedio in Cassazione per errore in procedendo quando dagli atti emerge un comportamento della parte offesa compatibile con la volontà punitiva.
- La presenza di un atto che richieda esplicitamente di essere informati sull'archiviazione e l'atto di delega al difensore per opporsi costituiscono elementi pratici che rafforzano la validità della querela.
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