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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38992/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la decisione per errata applicazione della legge penale e vizio di motivazione in relazione all'applicazione dell'aggravante prevista dall'art. 625 n. 5) c.p. (numero delle persone) nel furto. Contestava che, per tale aggravante, sarebbe necessario che tutti i partecipanti avessero fornito un contributo materiale alla consumazione del furto; deduceva altresì che le riprese di videosorveglianza non hanno ripreso il momento della sottrazione del portafoglio e che l'assenza di una spiegazione alternativa fornita dall'imputata non potrebbe avere rilevanza probatoria.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso come infondato e conferma la condanna di Barbetta per furto aggravato e utilizzo indebito di carte di credito. La Corte afferma che l'aggravante del numero delle persone di cui all'art. 625 n.5 c.p. non richiede che ciascun concorrente abbia materialmente realizzato la sottrazione: è sufficiente la partecipazione all'evento criminoso (anche morale o organizzativa). La sentenza territoriale ha logicamente dedotto la partecipazione delle donne coinvolte da elementi fattuali e la mancata indicazione, da parte della difesa, di spiegazioni alternative non è stata usata per trasferire l'onere probatorio ma come elemento che rende più coerente l'accertamento. Pur rilevando una motivazione sintetica, la Corte ritiene il ragionamento probatorio complessivamente solido. Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 625 n. 5) c.p.

    L'aggravante per il numero delle persone può operare anche quando non tutti i partecipanti abbiano materialmente realizzato la sottrazione: rileva la partecipazione collettiva all'impresa delittuosa (anche morale/organizzativa), in quanto la ratio è la maggiore pericolosità e capacità criminale del gruppo

  • art. 112 comma 1 c.p.

    La differenza lessicale rispetto alla formulazione dell'art. 625 n.5 non comporta una diversa sostanza: il concorrente morale compie il fatto in termini giuridici e pertanto la distinzione testuale non impone che l'aggravante richieda tutti i concorrenti materialmente attivi

  • art. 628 comma 3 n. 1 c.p.

    Richiamato a confronto per evidenziare che altre aggravanti esprimono esplicitamente l'ipotesi di azione condotta da più persone riunite; tale confronto serve a mostrare che l'aggravante di cui all'art. 625 n.5 non deve essere interpretata in modo più restrittivo

Massime di principio

  • L'aggravante del numero delle persone (art. 625 n.5 c.p.) può essere applicata anche se non tutti i partecipanti hanno materialmente eseguito la sottrazione; rileva la partecipazione collettiva all'impresa delittuosa, compresa quella di carattere organizzativo o morale
  • La mancata ripresa del momento materiale del furto non esclude l'accertamento della responsabilità se esistono altri elementi fattuali che, logicamente e coerentemente, collegano gli imputati al reato
  • La circostanza che l'imputata non abbia fornito una spiegazione alternativa dei fatti non costituisce di per sé prova di responsabilità né comporta uno spostamento dell'onere della prova; può tuttavia rafforzare la plausibilità dell'ipotesi accusatoria quando la difesa non produce elementi contrari
  • La Corte può rigettare un ricorso anche se la motivazione del giudice di merito è sintetica, purché il complesso del ragionamento probatorio mantenga capacità dimostrativa sufficiente
  • In situazioni analoghe alla difesa conviene proporre specifiche e concrete prove o spiegazioni alternative per contrastare le inferenze logiche operate dal giudice, onde impedire che la mancanza di alternative rafforzi l'accertamento

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